Olanda in bicicletta

Diario di viaggio: in bici nell’Olanda del Sud. Clicca sulla foto per leggere il diario
Polder Olanda, Gouda

 


Francia in bicicletta

Diario di viaggio: in bicicletta da Bordeaux al Canal du Garonne e poi lungo il Canal du Midi fino a Narbonne. Senza perdersi una puntata sull’Oceano, all’indimenticabile Dune du Pilat… Cliccate sulla foto per leggere il diario
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Danubio

Diario di un viaggio in bicicletta da Passau a Vienna (nella foto: in una zimmer di Grein). Anzi, due: 2010 da Passau a Melk, fermati dalla pioggia. 2011: si riparte… Cliccate su Danubio per leggere.


Madrid

30 aprile – 14 maggio 2011: due settimane a Madrid per un corso di spagnolo. Conquistata dalla città, dal piacere di stare da sola, da una casa deliziosa nel quartiere di Lavapiés, dall’architettura, dalla gente, dalle tapas, dal clima umano, dai miei insegnati di spagnolo Miguel y Ramon, dalla movida, dalla vita all’esterno, dal terrazino sui tetti, dalla finestra sopra il letto, che per due settimane ha incorniciato la luna. Cliccate su Madrid per leggere.

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Giappone

Dicembre 2010 / gennaio 2011: sono stata in Giappone, un viaggio che “chiamava” da tempo  è diventato possibile grazie a degli amici che ogni anno ci trascorrono un periodo per lavoro. Ne sono innamorati, in Giappone da stranieri si vive benissimo, dicono. Abitano a Tokyo, la città senza un centro, dove vivono 20 milioni di persone e pochissime macchine, dove se un’auto urta un motorino i conducenti si consumano in mezz’ora di inchini, dove non c’è un cestino della carta ma non c’è una carta per terra, dove il sushi non è quello che crediamo sushi, dove in metrò all’ora di punta sollevi piedi e la folla ti trasporta, ma un disabile in carrozzina esce dalla stazione più in fretta di te, dove usano tre alfabeti e hanno un nome per quelli che per bere il tè aspettano che si raffreddi: neko-jita, lingua di gatto. Come me. I loro racconti di Tokyo si mescolano al mio immaginario infantile, Goldrake, Candy Candy, alla passione dei miei bambini per le kokeshi e per Lupin («Perché i giapponesi che hanno gli occhi piccoli disegnano fumetti con occhi così grandi?» mi ha chiesto mia figlia), alla poesia di Miyazaki… Immaginato, letto nei libri, percorso nei reportage, sbirciato al cinema, e ora assaggiato al vero, il “mio” Giappone potete leggerlo qui: cliccate su Giappone per il diario del viaggio. Per finire, anzi per iniziare: grazie Ilia, grazie Stefano!