la sciocca guerra della razza
(Danzy Senna Caucasia)

12 settembre 2011

Danzy Senna Caucasia (Dalai, 2011, traduzione di Chiara Vatteroni, € e 20,00, pp. 411). In questo libro la prima cosa che conquista è la storia. Birdie ha padre nero, mamma bianca, sorella nera. Lei ha la pelle chiara. Cresce a Boston negli anni Settanta quando la questione razziale è tutt’altro che pacifica. La famiglia della madre discrimina la sorella, la scuola per neri discrimina Birdie. Ma le due sorelle hanno un rapporto di affetto strettissimo, elaborano persino un linguaggio in codice tutto loro con cui parlarsi nelle notti trascorse insieme nello stesso letto. È come se avessero capito fin da piccolissime che sono un amore viscerale e gratuito come è quello fra loro può resistere a certe umane e irrazionali follie. I genitori di Birdie e Cole, invece, non riescono ad amarsi altrettanto. Entrambi attivisti per i diritti degli afroamericani, sono in guerra col mondo e con se stessi, la madre non è capace di pettinare i capelli della figlia scura, il padre non trova gli argomenti giusti per parlare con la figlia chiara: ignorare la razza sembra utopia, in casa come fuori. I due si separano e si dividono le figlie per colore: Birdie cresce con la madre, Cole con il padre. A questo punto (siamo circa a un terzo del libro) il dolore per quella separazione – benché il romanzo non sia mai retorico né indugi sui sentimenti dei protagonisti, piuttosto li lascia essudare dalle loro azioni, traspirare sulla loro pelle – dicevo che il dolore ti colpisce come fosse il tuo e continui a leggere incredulo e, insieme, perfettamente convinto che in quella scelta di dividere la famiglia tra bianco e nero una ratio ci fosse. Insieme alla madre convinta di essere ricercata dalla polizia federale per la sua militanza politica, Birdie trascorre sei anni vagando per l’America, cambiando casa e identità. E soprattutto viene cresciuta come se fosse bianca: le resta solo una “scatola di negrobilia” con le foto e i ricordi della sua famiglia bianconera. Ci vorranno anni (e 370 pagine) perché ritrovi la propria identità e la sorella. Ora guardate la foto dell’autrice: di che colore è? La risposta non è scontata: Danzy Senna ha padre nero e mamma bianca e la storia di Birdie è ispirata alla sua (e non è un caso che abbia sposato uno scrittore di colore, Percival Everett). Il romanzo a volte eccede in descrizioni, ma è bellissimo. La cosa speciale è che ci fa sentire tutti un po’ razzisti ma anche un po’ neri (con il cruccio dei capelli crespi e della pelle delicata che si screpola sempre). E molto stupidi a non avere ancora abolito la parola razza.

Scritto da: Francesca Magni


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(Danzy Senna Caucasia)”


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