Michela Murgia Accabadora

3 marzo 2011
Scritto da: Elisa Grego

Michela Murgia, Accabadora (Einaudi, 2010, € ). Una bambina forse “scomoda”, una donna sola: un incontro che durerà una vita, “fin che morte non vi separi”. La “femina agabbadora” era colei che, in Gallura, chiamata direttamente dai familiari del moribondo, poneva fine alle sue pene, praticando quella che oggi è conosciuta come eutanasia. Maria, ancora piccola, viene affidata all’accabadora del paese, che le terrà nascosto il suo segreto fino a quando la ragazza lo scoprirà da sola e deciderà di abbandonare la donna, ferita da un tradimento durato troppi anni. Solo quando Maria stessa si troverà di fronte alla scelta di dover compiere o meno lo stesso gesto compiuto dalla “madre” di nascosto per un’intera vita, arriverà la comprensione e, con essa, il perdono.

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