Francia in bici / i girasoli e il canale… sul ponte

4 agosto 2016

 

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DA MAS D’AGENAIS A AGEN, anche oggi 54 km
A Mas d’Agenais c’è uno di tutto: un panettiere, un macellaio, una libreria-cartoleria, una chiesa, un quadro famoso (crocifissione di Rembrandt), una chambre d’hôte. Al telefono Martine mi parla in italiano, ha vissuto per sette anni a Milano, è calorosa e accogliente.

La sua casa affaccia sulla piazza da un lato e sul canale dall’altro. Suo marito Manuel sta cucinando per gli altri due ospiti, il paese ha un solo ristorante che apre due volte a settimana. Stasera però farà un’eccezione e ci darà da mangiare, Manuel non fa in tempo a preparare anche per noi, arrivati all’ultimo.
Il ristorante aggiunge un tavolino sotto il portico dell’antico mercato; attorno, la piazza è in rifacimento, ruspe colorate, transenne, elmetti arancioni e sabbia, sembra il cantiere dei Playmobil. Martine è arrabbiata, non dicono mai dove scaveranno, un giorno sì è trovata una buca davanti al garage senza preavviso. E domani gli operai andranno in ferie per tre settimane lasciando tutto così.
Ma per noi in vacanza anche il cantiere è una festa, come i campi di girasoli in cui ci siamo fermati a giocare, come la bella stanza di Martine piena di tappeti e mobili etnici, come la sua colazione in terrazza il giorno dopo. Ripartiamo sotto il cielo grigio nell’aria più fresca di ieri. Il canale ci ripropone la sua bellezza silenziosa, si incontra poca gente, quasi nessun posto per mangiare o bere, solo alberi, campi di girasoli e qualche rara villa di campagna di rustica eleganza, e le chiuse, ognuna con un numero e la casa del custode, sempre bellissima. Ci fermiamo ogni volta che passa una barca: è divertente vedere le prime paratie che si aprono, la barca che entra nel corridoio di scambio e poi l’acqua che sale o che scende a seconda che la barca sia diretta nel tratto superiore o inferiore del canale. È una specie di ascensore sul canale.
Qui con l’acqua l’ingegno ha giocato fin dai tempi di Luigi XIV che chiese a un ingegnere di costruire un ponte lungo più di 500 metri che sopra trasportasse… il canale. È su quel ponte che entriamo ad Agen, il canale profondo due metri e mezzo scorre al centro; ai lati due camminamenti dove la gente passeggia e i bambini si divertono a stare proprio sul ciglio dell’acqua in attesa che passino i gitanti in houseboat, seduti sulla plancia piatta, sotto colorati ombrelloni da spiaggia.
Agen è una cittadina graziosa piena di case medievali, ha una bella cattedrale tutta affrescata e sul portone un foglio con i consigli in caso di attacco terroristico, ma a parte noi, la gente non lo guarda. E anche noi ci distraiamo presto, stasera foie gras.

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