Francia in bici / luci e ombre (ma fuor di metafora) sul canale della Garonna

3 agosto 2016

 

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BORDEAUX E POI IL CANAL DU GARONNE: DA LANGON A MAS D’AUGENAIS – 54 km
Bella sorpresa, Bordeaux, con le sue pietre aranciate, i balconi di pizzo in ferro, i tram senza fili, le chiese gotiche, i ristoranti dove si mangiano ottime cozze, i negozi piccoli e fantasiosissimi di un’eleganza senza snobismo, e lo specchio d’acqua profondo appena due centimetri di fronte alla piazza della Borsa, che ieri era una piscina di bambini felici! Una notte a Bordeaux in un bell’appartamento trovato su Airbnb e poi si parte per la quinta vacanza a due ruote. In treno fino a Langon (le bici non pagano) poi a pedalare sul canal de Garonne, un lungo specchio circondato da file serrate di platani che avranno 200 anni. Le prime ore di un viaggio come questo servono per familiarizzare: con la bicicletta – in che punto della sella sedersi perché faccia meno male, le marce che ogni volta sono diverse e come combinarle in salita; e con gli odori del posto. Ogni viaggio in bici è un’avventura olfattiva, l’aria che ti raggiunge a 12 chilometri all’ora, nell’andatura placida della pedalata senza fretta, è carica degli aromi della natura. Il canale della Garonna sa di erba tagliata e di fiori dolci, quelli alti e viola che s’incontrano di tanto in tanto e altri nascosti nel sottobosco dei platani. È un profumo intenso e gentile, profumo di signora francese, ben diverso dall’odore di terra e di bosco del Danubio. Ma qui l’olfatto non è l’unico senso coinvolto nella corsa: il gioco che il sole produce infilandosi fra i rami e trasformando il canale in un puzzle di luci e ombre, è ipnotico per la vista. E se è vero che i cinquanta chilometri di oggi sono stati paesaggisticamente tutti molto simili, a eccezione di qualche tratto con file di barche ormeggiate, è anche vero che non si riusciva a smettere di guardare lo spettacolo degli alberi a specchio nell’acqua.

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