Olanda in bicicletta, giorno 11: finale a sorpresa

30 agosto 2013

La colazione vista mucche rimarrà nella storia. Mangiavano con noi, al di là del vetro, insieme a un gran numero di uccellini. Poi gli ultimi 17 chilometri in bici verso Amsterdam: il totale è beffardo, 399 km in dieci giorni! Ma oggi gran finale a Efteling, il parco divertimenti più antico (e più bello!) d’Europa…


FIETS TE KOOP
Ovvero biciclette in vendita. Il noleggio bici Frédéric di Amsterdam non è lontano dalla stazione. Ci ha promesso di fare un’offerta per le nostre biciclette. Le valuta insieme al meccanico. Quella da uomo è buona ma ha molte marce e ruote sottili che la rendono delicata per il noleggio sulle strade in mattoncini di Amsterdam. La mia risulta la migliore (sapere che ci farà guadagnare vendica un po’ la fatica che ho fatto a pedalare). Quelle dei bambini sono una buona e l’altra una baracca, infatti loro, dopo essersi contesa la migliore, hanno stabilito di fare un giorno per uno. Offrono 200 euro. Speravo 250, dico, e così arriviamo a 225. A conti fatti è come se le avessimo noleggiate a 8,50 euro anziché a 10, cioè il prezzo che qui fanno tutti. In più abbiamo risparmiato i 24 euro di treno che sarebbero stati necessari per riportarle a Eindhoven. Insomma: bingo!

LA CITTÀ CHE INIZIA CON L’APOSTROFO
Il programma di oggi prevede il parco divertimenti di Efteling, creato nel 1952. Troviamo da dormire in una città impronunciabile, ‘s-Hertogenbosh, che ha una grande stazione e un binario con un treno in partenza per Livorno centrale (voglio proprio vedere se a Livorno c’è il binario per ‘s-Hertogenbosh…). È una bella città e la sera ci si trova anche un po’ di movida olandese. Siamo ospiti – abbondantemente paganti: 150 con colazione – nella casa di lusso di una raffinata signora che ha tre figli grandi e quando non ha altri impegni affitta due stanze. Villa con giardino, camino antico, arredi di gran gusto; la mia mania per gli interni è decisamente appagata! E anche la passione per sbirciarli da fuori: a s’-Hertogenbosch trovo un dentista con paziente (quasi) a vista – solo la parte centrale della parete di vetro è smerigliata – e una classe di scuola completamente in vetrina.
Lasciamo le borse delle bici e corriamo a Efteling, l’avevamo messo in programma per compensare i bambini dopo le ore ai pedali. Detesto il genere parco divertimenti ed ero tentata di non entrare, ma l’enorme ingresso con tetto di paglia a forma di cappello a tre punte non è la solita pacchianata. C’è della storia qui, e magia vera.

DIVERTIMENTO E POESIA
Intanto il parco lo è anche in senso botanico: immerso fra alberi antichi e con aiuole di fiori incredibili. Ci sono laghi e canali, un’Olanda in miniatura, le montagne russe interamente in legno, anche l’otto volante ha una sua bellezza. E si passa di meraviglia in meraviglia: il paese degli elfi, la casa dei fantasmi, il diorama con il plastico più grande che abbia mai visto… Inutili le parole per descrivere. So solo che mi sono persino ritrovata sulle montagne russe che mi hanno infilato lo stomaco nelle orecchie (a metà del frullamenti mia figlia mi ha sussurrato: “Mamma, ci sei?”) e su un ottovolante completamente al buio (ecco, questo non lo rifarei). Ma non dimenticherò lo spettacolo al castello di Raveleijn, riproduzione di un antico borgo in cui va in scena una leggenda recitata da cavalli, corvi, cavalieri-acrobati e un drago di legno e ferro che sputa fuoco vero. In mezzo alla scena un ruscello da cui spuntano, salendo dall’acqua, gli attori. Inspiegabile come facciano.
Sono rimasta a bocca aperta come i bambini per la bellezza unita all’ingegno e alla civiltà. Non una carta per terra, non un marchio, non una pubblicità, non un cartellone. Niente di tutta la paccottiglia che rende abominevole Gardaland. Qui ti diverti senza squallore, c’è qualcosa di poetico, di raffinato. All’ora di chiusura Efteling regala lo spettacolo delle fontane: musica, qualche luce e acqua che danza mescolandosi di tanto in tanto al fuoco.

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