storia di un ragazzino “mostruoso” e dell’effetto che fa
(R.J. Palacio Wonder)

30 maggio 2013

R.J. Palacio, Wonder (Giunti, 9,90 euro, pp. 285). Può sembrare che io tenda all’entusiasmo, quando recensisco un libro (e mi spiace, ultimamente, di riuscire a farlo molto meno di quanto vorrei: recensire, intendo, non entusiasmarmi), ma in questo caso non posso trattenermi. Wonder è la storia dell’arrivo alla scuola media di August, un ragazzino intelligente, arguto, simpatico, ma con la faccia sbilenca, niente zigomi e due buchi al posto delle orecchie a causa della sindrome di Treacher-Collins. Basta cercare una foto su Google per capire cosa può capitare a scuola a uno così…

E io l’ho fatto. Anche perché l’autrice del romanzo ha raccontato, in un’intervista al Telegraph, di averlo scritto dopo l’incontro al parco con una bimba affetta da questa sindrome. La Palacio (è lo pseudonimo di Rachel Jaramillo, editor di narrativa per ragazzi), colta di sorpresa da quel visino deforme, chiama con allarme i suoi bambini per scappare via; alle spalle, sente la madre della piccola mostro dire con calma: «Forse è ora di andare a casa». Da quel giorno si sente in debito.

Il risultato è questo libro bellissimo. Non solo dà giustizia (e conoscenza) a una malattia che deturpa il viso ma non le facoltà intellettive. Non solo ci interroga sulle ragioni per cui la bruttezza sia in grado di sconvolgerci fino a evocare i nostri istinti più meschini. La storia di August mette anche in scena tutto il catalogo degli stereotipi di relazione da scuola media, nella scala che va dalla vigliaccheria all’amicizia più generosa. Succede, infatti, che  pochi abbiano il coraggio di essere amici di August, che qualcuno lo bullizzi e che tanti, i pavidi, lo seguano. Anche gli adulti presenti nella storia – il preside, i genitori di August e degli altri compagni di scuola – si dispongono lungo questa scala di valore umano.

Ho raccontato questo libro ai miei figli soffermandomi sui comportamenti diversi dei compagni di August e loro sgranavano gli occhi: in ognuno potevano riconoscere i compagni o se stessi. Ma c’è anche molto altro, nella storia: la capacità di una famiglia di amare e far sentire amato un bambino così diverso; l’amore della sorella maggiore, non privo di complicazioni e di sofferenze (come puoi dire ai tuoi genitori che hai un problema, quando tuo fratello ha una faccia così?).

A lettori di tutte le età Wonder fa un regalo. E si rivela per quello che è: un capolavoro di psicologia. Dell’adolescenza e delle relazioni. Un viaggio acuto nelle implicazioni della diversità, della bruttezza fisica. Ma soprattutto un libro da cui è impossibile non essere travolti, perché commuove e fa pure sorridere.

Ai miei figli non ho detto come va a finire, né lo dirò a voi. Vi lascio solo un’immagine, che mi porto appresso per l’empatia che riesce ad accendere: la passione di August per il giorno di Halloween. L’unico in cui, dietro la maschera, può sentirsi un bambino normale.

Scritto da: Francesca Magni

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(R.J. Palacio Wonder)”


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