piccolo lievito nella massa della farina
(Gina Lagorio Parlavamo del futuro)

26 settembre 2011

Gina Lagorio, Parlavamo del futuro (Melampo, 2011, € 18,00, pp. 262). Non è un romanzo, ma una raccolta di articoli uscita la scorsa primavera. L’ho presa in mano spinta da un passaparola: «È bellissimo, ci sono cose di dieci, venti anni fa che sembrano scritte oggi! Si può anche saltare, un articolo qua e uno là, non è impegnativo e lascia una grande ricchezza» mi ha detto chi lo stava leggendo. Sottoscrivo e rilancio il passaparola. Questi articoli di Gina Lagorio, datati fra il 1965 e il 2005 e curati dalla figlia Simonetta, parlano di questione femminile, di attualità, del Parlamento in cui fu deputata dal 1987. Senti la stessa passione e la stessa profondità quando scrive del bisogno di sentirci belle («Forse la moda che ciascuno è capace di reinventarsi nella sua interiorità profonda e misteriosa ci suggerisce che curando il nostro aspetto esteriore curiamo anche la nostra psiche» pag. 87) o della decadenza politica del Paese («È davvero superata in Italia la tentazione di una nuova oligarchia tirannica?» pag. 250). Potete cominciare da quello che volete, io vi consiglio Donne, votate pensando a voi stesse e poi l’ultimo della raccolta (e anche della sua vita, lo scrisse nel 2005, un mese prima di morire): Per favore, ridateci la speranza. È un libro che fa venire voglia di essere migliori. Più impegnate, più rigorose nei comportamenti, nelle scelte, nei desideri. Come era lei. Ognuno può fare molto, perché, ci ricorda Gina, «piccolo è il grumo del lievito nella massa della farina».

Scritto da: Francesca Magni

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