artisti di strada, malinconia & libertà

3 maggio 2011

xxx
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Ho sempre amato gli artisti di strada, esalano un mix di malinconia e libertà che trovo affascinanate, ne ricordo uno bravissimo a Monaco di Baviera che ci ha ipnotizzati per una sera intera; mi chiedo che storie abbiano, quali vite, probabilmente  meno bizzarre di quanto si pensi – un cugino di mie cugine faceva il mangiafuoro, la figlia di un’amica di mia suocera si esibisce sui trampoli. Giocolieri, mimi, musicisti, vituosi del travestimento ironico (come un irresistibile Spiderman pancuto a Plaza Mayor), se ne vedono molti, qui a Madrid. Domenica girando El Rastro, il sontuoso mercato domenicale di Lavapiés, ho assistito alla preparazione di un soldato di terracotta che poi ho ritrovato immobile come  statua in una calle vicina. A chi suona non so resistere. Al musicista di mezz’erà con l’armonica a bicchieri accanto a una biscotteria di calle Mayor, all’anzianissimo violoncellista che suonava il tema di Departures di Joe Hisaishi, un compositore giapponese che amo moltissimo; al quartetto d’archi di ragazzi dell’Est, al meraviglioso illusionista capace di far volare una sfera di cristallo e di farmi credere, per un attimo, che sia vero. A tutti loro, e a questa città così allegra e così autentica, il mio grazie. Se fossi sindaco, di questa o di qualsiasi altra città, dedicherei loro le strade migliori.

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