l’ironia nera del senso di colpa
(Edouard Osmont, Sara Gavioli La governante)

31 gennaio 2011
Tempo di lettura: 1 minuto

Testi di Edouard Osmont, illustrazioni di Sara Gavioli, La governante (Orecchio Acerbo, 2010, € 15,00). Dice il sottotitolo: allegra storia di un cadavere devoto. Ed è subito chiaro l’umorismo un po’ nero. Tutto comincia quando il signor Tapinois – figurina di spigolosa aristocraticità tratteggiata in bianco e nero da Sara Gavioli – si allena a sparare in sala da pranzo. Ingenuo stupirsi se una pallottola finisce per colpire, e ammazzare, la governante intenta a lustrare i vetri. Un incidente del tutto privo di intenzioni, ma cosa penserà il vicinato di uno scapolo che si ritrova la governante “sparata” in casa? Prima che chiunque possa dire bah, Tapinois nasconde il cadavere per far pensare a un rapimento. E mentre il senso di perdita si fa largo (chi gli porterà la cioccolata calda il mattino dopo? chi gli lustrerà le scarpe? chi lo soccorrerà se in duello dovesse essere ferito?), scopre che il cadavere nel baule è sparito. Anzi, trasferito. Perché quel cadavere l’atterrito Tapinois se lo ritrova nel letto, in  un recipiente di maiolica, nella cassa dell’orologio del nonno, persino nella sua stessa bocca… Così questa graphic novel modernissima e antica – Edouard Osmont ha vissuto una vita non lunga nella seconda metà dell’Ottocento – ci stuzzica su un tema a cui non si sfugge. La colpa che non ci si carica in spalla è quella che ci perseguita trasformata nel suo fantasma, il senso di colpa.

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