Herman Koch La cena

8 settembre 2010
Scritto da: Roberta Diliddo

Herman Koch, La cena (Neri Pozza, € 16,00). Due fratelli cresciuti nella verde dolce Olanda si trovano una sera a cena un ristorante con le loro mogli. Gli argomenti sono lievi, ma allo stesso tempo molto superficiali. C’è qualcosa di non detto che li accompagna dall’antipasto al dolce, qualcosa di tremendo che cambierà per sempre la loro vita. Il fratello più grande, Serge, ha davanti una carriera politica promettente. Le elezioni sono alle porte e lui è candidato alla carica di Primo Ministro olandese con ottime probabilità di vincere. Sua moglie Babette, è una rassicurante mogliettina ombra del marito e grande sostenitrice delle sue ambizioni. Paul è il fratello più piccolo. Ex insegnante di liceo, con nessuna prospettiva per il futuro, niente che lo stimoli o lo gratifichi, un uomo che vive con grande invidia il percorso del fratello e cova un grande risentimento. Sua moglie Claire accudisce paul quasi come fosse un bambino, lo rassicura, lo calma e non lo mette mai in discussione. Il problema è che i loro figli adolescenti hanno deciso di sospendere la loro vita più o meno serena. Un po’ per noia, un po’ per insofferenza hanno ucciso a calci e pugni una senzatetto che, a loro dire, occupava senza diritto la cabina del bancomat. Le reazioni dei genitori sono state molto più violente del gesto stesso dei loro figli. Paul, che rivede nel figlio lo sfogo della sua rabbia repressa e legittima il gesto, pensando che infondo avrebbe fatto lo stesso, decide di coprire il figlio. Serge è scosso e vuole affrontare la cosa e non scappare, non certo per il figlio, ma per la sua carriera. Babette piange, non tanto per l’orrore commesso da suo figlio, quanto perché suo marito vuole consegnarlo alla polizia. Paul e Claire hanno un solo obbiettivo, difendere il cucciolo in pericolo. In questo delirio, dove la grande assente è la morale e il senso di responsabilità civile, tutto può succedere. Il romanzo continua con altri colpi di scena che vi lascio scoprire da soli. La storia è agghiacciante e neanche così assurda. Quando qualcuno sente di valere più di altri la violenza diventa quasi una difesa legittima e fermarsi in tempo non è sempre così facile.

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