Sergio Vanni Un delitto educato

31 agosto 2010
Scritto da: Ilia Negri

Sergio Vanni, Un delitto educato (Eclissi editrice, 2010, € 12). Prologo: sagra d’estate con panino alla porchetta e birra, venditori ambulanti con spade illuminate, peluche suonanti e zucchero filato. Mia figlia che si fa prendere dalla nonna (la mamma mai cederebbe) il palloncino a forma di delfino che orgogliosa lega al polso e se lo porta a spasso. Poi un attimo. Il cordino le si sfila di mano e il palloncino vola via, cerca di prendere il filo ma le sfugge di mano: non so descrivervi l’espressione in viso di mia figlia, non piange neppure subito…
Mattina dopo. Sotto l’ombrellone sto leggendo molto presa le ultime pagine di un giallo bellissimo che mi ha passato una cara amica. Il commissario Canti sta passeggiando e in queste parole è racchiusa la chiave per risolvere un complicato caso di omicidio… e anche una chiave di lettura per lo sconforto di mamma e figlia la sera prima.  «Lo distolse un pianto dirotto. Si voltò e vide un bambino che piangeva, indicando in aria il palloncino che gli era scivolato via dalle dita e saliva verso il cielo. “Ma nulla paga il pianto del bambino a cui fugge il pallone tra le case”, recitò tra sé e sé, a bassa voce, i versi del poeta».

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