Qui presento Il bambino che disegnava parole
(e ogni volta è una storia diversa…)

16 gennaio 2018
Avete ragione, pecco di monotonia, ma cosa devo fare, ogni volta è diversa. E ogni volta ho più paura… 😉 Ma non posso tirarmi indietro: in ogni presentazione, qualcosa di nuovo rotola fuori dalla storia, dal libro, dalla nostra vicenda familiare e da me… Quando sarà rotolato fuori tutto, be’ vi lascerò in pace (e da qualche parte mi toccherà ricominciare).
Ma dicevo: le prossime 3 presentazioni di Il bambino che disegnava parole.

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Il bambino che disegnava parole è in ristampa!
Grazie di 💛 a ognuno di voi

28 novembre 2017

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A 75 giorni dall’uscita, IL BAMBINO CHE DISEGNAVA PAROLE è in RISTAMPA!!! Le prime 5.200 copie, dunque, sono praticamente andate e altre 1.100 sono in arrivo (e con questo vi ho rivelato quanto stampa/vende un libro, ovvero uno dei segreti meglio custoditi dell’editoria italiana! ).
Voglio dire G R A Z I E a ognuno di voi singolarmente, Continua a leggere »

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Intervista a mio figlio dislessico

23 ottobre 2017
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Scritto da: Francesca Magni

Sono tre anni che parlo di lui. Ieri sera a tavola osservavo il suo profilo di ragazzo, il ciuffo biondastro, quella sua aria sempre a metà fra lo sperduto e il consapevole, e ho pensato: è ora di far parlare anche lui.

Filippo, ti va se ti intervisto?, dico prendendo carta e penna. Una cosa “professionale”.

Lui mi guarda indecifrabile mentre succhia un legnetto di liquirizia. Allontana la sedia dal tavolo, batte le mani sulle cosce e dice: Avanti, fammi una domanda.

Comincia così un dialogo che riporto con assoluta fedeltà. Continua a leggere »

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Dal 2 al 9 o dal 3 all’8?
Quando la scuola… dà i numeri

28 settembre 2017
Scritto da: Francesca Magni

Oggi la prof ha chiesto ai ragazzi (secondo anno di liceo classico) come preferiscano essere valutati. Per alzata di mano, potevano scegliere: voti dal 2 al 9 o dal 3 all’8.
Domani prima verifica di latino. Vince la scala dal 2 al 9. I bravi e gli ottimisti devono essere in maggioranza.
«Io ho votato dal 3 all’8», mi spiega Filippo, «un 3 è un po’ meno irrecuperabile».
Penso che irrecuperabile in questo momento sia un aggettivo calzante: per la speranza che nutro nel suo futuro in quel liceo e per l’intelligenza offesa. Non la sua, ma del genere sapiens sapiens, condannato a partecipare di trovate come queste.

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‘Storia di una dislessia’ diventa un libro!

11 luglio 2017

Tutto è cominciato un anno fa. Una mattina di prima estate, una telefonata. Ci è piaciuto quello che hai raccontato sul blog, la storia di tuo figlio. La dislessia? Sì, quella. Ti andrebbe di farne un romanzo? Be’, in realtà la domanda non è arrivata così diretta. La persona che mi chiamava da una casa editrice aveva capito quanta sofferenza fosse acquattata in quelle righe sul blog. Una crisi ancora in corso. Perciò lo ha chiesto con delicatezza, come bussando a una finestra a pianoterra dalle cui tende trapeli un momento di intimità familiare. Ho spostato la tenda, ho aperto la finestra, ho annusato l’aria d’estate che entrava, ho guardato negli occhi la sconosciuta e ho detto: Perché no? Continua a leggere »

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l’abbandonologa e l’arte di non darla vinta al tempo (Carmen Pellegrino Cade la terra)

23 febbraio 2015

Carmen Pellegrino Cade la terra (Giunti, 2015, €14, pp. 220).

C’è un paese abbandonato nel Cilento o giù di lì, uno dei tanti che vedi aggrappati alle montagne quando attraversi l’Italia – Fresa Grandinara, mi viene in mente, fra l’Abruzzo e il Molise (che forse abbandonato non è ma lo immagino così), e ognuno di noi potrebbe dire un nome diverso, visto e rivisto in corsa dall’autostrada. E in questo paese Estella, l’ultima caparbia abitante, ha scelto di restare.

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dalla strage di Srebrenica al senso della guerra e della colpa
(Marco Magini Come fossi solo)

15 gennaio 2014

Marco Magini, Come fossi solo (Giunti, 2014, € 14,00, pp. 224). Sono passati più di due anni da quando Marco Magini mi mandò un capitolo del libro che stava scrivendo. Avevo conosciuto i suoi genitori in un agriturismo toscano in cui cercavo aria buona per mia figlia convalescente, uno di quei posti in cui trovi gente appassionata, cucina indimenticabile, profumo di famiglia vera e bellezza. Solo poche pagine, Marco – virtù rara – mostrava di conoscere il valore del tempo altrui. Le lessi con timore, come sempre in questi casi: non so mentire, e di rado capita di leggere cose veramente buone. Ma quello era il caso. C’era da passare un po’ di lima ma valeva la pena di continuare a scrivere. La storia (vera) di Dražen Erdemović doveva essere raccontata. L’unico tra gli assassini della strage di Srebrenica a essere stato condannato perché reo confesso: ma reo di che cosa, esattamente?
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“curare” l’Alzheimer con l’ironia
(Flavio Pagano Perdutamente)

1 ottobre 2013

Flavio Pagano Perdutamente (Giunti, 2013, € 12,00, pp. 238). «Quando uno di noi si ammala di Alzheimer, l’esistenza di coloro che gli sono intorno non viene spinta verso gli interrogativi della morte, ma della vita. Perché l’Alzheimer è la malattia che più di ogni altra appartiene alla vita. Ne possiede tutta la follia, l’energia brutale e misteriosa, l’imprevedibilità. Rende concreta l’immaginazione e dissolve la realtà. Rimescola il tempo». Continua a leggere »

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Sara Rattaro Un uso qualunque di te

7 giugno 2013
Scritto da: Anna

Sara Rattaro Un uso qualunque di te (Giunti, 2012, € 12,00, pp. 208). Viola e Carlo sono i protagonisti di un amore iniziato al liceo, poi l’improvvisa gravidanza di lei, l’aiuto economico della famiglia di lui e la nascita di Luce. Carlo e Luce diventano un unica persona: Carlo ama sua figlia e Luce ama il suo papà.

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amore e altre ostinazioni
(Rosa Matteucci Le donne perdonano tutto tranne il silenzio)

28 settembre 2012

Rosa Matteucci Le donne perdonano tutto tranne il silenzio (Giunti, 2012, 12,00, pp. 142). Ho già scritto in questo blog della mia passione per Rosa Matteucci. Penso sia una che si ama o si odia. Io ne vado matta. Ed ecco il suo nuovo romanzo che affronta un tema cruciale per la metà secca del genere umano. Qui si parla del modo particolare che hanno le donne di vivere gli amori, specie quelli sbagliati. Tenace, sacrificale, generoso e stupido. C’è poco di cui colpevolizzarsi, è una natura. Amanti ostinate anche dei maschi più sfuggenti (soprattutto di quelli). Continua a leggere »

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