tendenza libri per ragazzi:
la realtà al posto delle favole

9 marzo 2014

Sfoglio i libri per ragazzi in uscita in queste settimane. La tendenza è inequivocabile: raccontare storie vere. Quando i miei bambini erano piccoli, un viaggio in macchina o un’attesa al ristorante erano momenti da riempire con una storia. Mio marito amava quelle vere, anche la cronaca, a volte. Impersonava i protagonisti con voci e gesti, tic e caricature. Si rideva, ma i temi erano forti. Mi chiedevo: non sarebbe meglio volare con la fantasia? Raccontare l’inverosimile per scatenare la proiezione in mondi immaginari e lanciare la creatività oltre i limiti del reale? Ma vedevo i miei figli con gli occhi sgranati: la strage di Marzabotto, la rivolta di Masaniello, la rivoluzione francese, Che Guevara… niente li appassionava di più. La fame di storie nasce con l’uomo. Le favole sono un dolce. Ma le storie sono pane.

E queste, scritte per i ragazzi, hanno il merito di raccontare cose che anche tanti adulti non conoscono…

Annalisa Strada, Una sottile linea rosa (Giunti, € 8,90, pp. 160, da 12 anni) affronta un tema delicato: rimanere incinta a 16 anni. La protagonista è una ragazza sportiva ma non ‘cool’, che durante una festa con un po’ di alcol finisce per fare l’amore con il ragazzo più popolare, quello che tutte vorrebbero… Ma le conseguenze stravolgono la sua vita e quella della sua famiglia, come accade a circa 7.000 ragazze ogni anno in Italia. Questo libro non andrebbe semplicemente regalato alle figlie adolescenti: bisognerebbe leggerlo insieme a loro. Perché capiscano che ogni gesto ha delle conseguenze. Ma sappiano, anche, che non sono sole, e che gli adulti, genitori per primi, sono degli alleati.

Luca Cognolato, Silvia del Francia, L’eroe invisibile (Einaudi Ragazzi, € 11,00, pp. 160, da 10 anni). Nell’inverno del 1944-’45 Giorgio Perlasca salvò migliaia di ebrei ungheresi fingendosi ambasciatore spagnolo a Budapest. La sua storia, che Enrico Deaglio ha raccontato in un bellissimo libro intitolato La banalità del bene (Feltrinelli) da cui è stato tratto un film, torna qui in versione per ragazzi: perfetta per iniziare a raccontare la shoah anche ai più piccoli.
Gigliola Alvisi, Ilaria Alpi la ragazza che voleva raccontare l’inferno (Rizzoli, € 10,00, pp. 192, da 12 anni). Sono passati 26 anni da quando a Mogadiscio spararono alla giornalista del Tg3 Ilaria Alpi e al suo cameraman Miran Hrovatin. “Ilaria non aveva alcuna intenzione di diventare un’eroina. Quello che voleva, era fare bene il proprio lavoro, farlo al meglio, meglio addirittura di quanto le venisse chiesto, e non perché fosse un’arrivista, ma perché quello era il suo modo di essere”. Era in Somalia da 8 mesi, aveva indagato su traffici di armi e di rifiuti tossici, aveva raccontato la vita e le fatiche, specie delle donne, in un Paese in guerra civile.
Riccardo Guido, Salvo e le mafie (Nomos, € 13,00, pop.63, da 12 anni). Salvo è nato a Palermo in una famiglia mafiosa. La sua storia non è reale ma verosimile e quindi racconta con perfetta veridicità i meccanismi di affiliazione a Cosa Nostra, le regole ferree, la violenza sottile e quella esplicita. Le schede di approfondimento rispondono alle domande che sorgono leggendo. I disegni permettono di sfogliare più volte incusiositi da aspetti sempre nuovi. Un libro intelligente che si fa leggere a spizzichi o tutto d’un fiato. E finalmente fa capire.
Scritto da: Francesca Magni

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