Raphaël Jérusalmy Salvare Mozart

27 gennaio 2014
Scritto da: Mara Marantonio

Raphaël Jérusalmy Salvare Mozart (Edizioni e/o, 2013, traduzione di G. Panfili, € 14,00, pp. 116). Dopo aver compiuto studi alla École Normale Supérieure e alla Sorbona, Raphaël Jérusalmy è stato per oltre vent’anni ufficiale nell’intelligence israeliana; successivamente ha dato vita a progetti di carattere educativo ed umanitario. Cresciuto nel magico mondo dei libri, oggi vive a Tel Aviv, dove vende testi antichi. Tanti anni trascorsi a mantenere segreti, così confida in un’intervista, l’hanno portato alla scrittura. Salvare Mozart è il suo romanzo d’esordio che, uscito in Francia nel 2012, ha ottenuto largo consenso di pubblico e critica. Ora la casa Editrice e/o scritto lo fa conoscere al pubblico italiano. Dedicato alla memoria del piccolo parigino Jacques Eisenband, ucciso ad Auschwitz nel marzo del 1944, prima ancora di compiere otto anni, Salvare Mozart è una sorta di capriccio, di paradosso, da teatro dell’assurdo. Ha davvero dell’incredibile l’atroce scherzo, ideato e messo a punto dal critico musicale d’origine ebraica Otto J. Steiner -ricoverato in un sanatorio di Salisburgo alla fine degli anni Trenta del Novecento- contro i nazisti i quali, non solo si sono impadroniti del suo Paese, l’Austria, ma pure hanno messo le mani sul prestigioso Salzburger Festspiele. Il piano di Steiner non ucciderà Adolf Hitler, né propriamente “salverà” Mozart, ma darà al protagonista, consapevole della morte ormai vicina a causa dell’inesorabile malattia, la certezza di aver compiuto il proprio dovere, impedendo che venga tacitata la musica che risuona all’interno del suo cuore. Quella musica e dunque tutta la vera Musica.

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