Roberto Cotroneo Questo amore

8 febbraio 2013
Scritto da: Angelo Di Liberto

Roberto Cotroneo, Questo amore (Mondadori, 2006, € 16,00, pp. 137)

Ho sceso, dandoti il braccio…

da “Satura”

…Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede…

Per entrare in Questo Amore bisogna togliersi le scarpe e camminare lentamente, in punta di piedi. Occorre non far rumore per riuscire a sentire i fruscii delle parole. Sono ansimi, confessioni, silenzi colmi d’abbandono. Roberto Cotroneo ha nascosto un racconto d’amore lungo vent’anni tra le righe del suo libro. Ogni riga è un attimo, un palpito che reca con sé una vita.
Ciò che leggerete è tutto vero. I protagonisti, i luoghi, le vicende sono esistenze d’amore incarnato, canti complici portati dal vento salentino, memorie confessate con un filo di voce da Anna, che aspetta Edo.

“Cos’era l’amore prima? Dove l’avevo incontrato? Non fu una domanda frequente per molta parte della mia vita. Io non penso che l’amore sia qualcosa che esista di per sé; io credo che sia un vestito che ci si cuce addosso, e in un tempo che può essere lungo. Un punto ogni tanto, e persino qualche scucitura, quando capita, da rimettere in sesto”.

Anna comincia a cucire quel vestito fino a che una mattina Edo si alza e scompare. Eppure quell’assenza comincia a diventare una forma di presenza più intensa della presenza stessa. Tutto parla di Edo e lo fa non solo con gli oggetti ma soprattutto attraverso i libri.
Hanno costruito insieme una libreria a Lecce, una di quelle dove si sente l’odore del legno e si salgono le scale appoggiate agli scaffali per prendere un volume.
“C’è stato un giorno che l’ho creduto: ho guardato gli scaffali della nostra libreria, e ho visto la parola amore correre da una copertina all’altra, per tutti i libri che c’erano in negozio”.
Edo e Anna parlano attraverso Kavafis, Ungaretti, Montale, Quasimodo, Campana, Cardarelli, Ovidio e Orazio, i poeti stranieri Achmatova, Paz, Poe, Neruda, Dickinson, Kavafis, Khayyam, de Sa-Carneiro, senza contare il titolo forse ispirato a Prevert; Lanoux (Quando il mare si ritira) e Cunnigham (Dove la terra finisce, citato in epigrafe).
Si dicono l’Amore, si dicono il Mondo, la Vita, la Passione, si dicono l’Eternità perché sono due esseri che non possono che formare un’unica entità.
Sono andato a trovare Anna. Mi sono messo in cammino per incontrarla. L’ho fatto nel dicembre del 2011.
Sono entrato in quella libreria e ho pianto. Ho pianto tutte le lacrime che erano state sue. Ho ritrovato tutto: i libri, le foto, le poesie, il profumo del legno, il silenzio. Ma ho ritrovato soprattutto Questo amore.

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