Luciano Funetta Dalle rovine

4 febbraio 2017
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scritto da: Angelo Di Liberto

Luciano Funetta, Dalle rovine (Tunué, pp. 128, € 9,90). È la storia di un cambio di direzione, o sarebbe meglio dire di una discesa negli inferi repentina e necessaria. Luciano Funetta, autore del testo, sembra avere assimilato i miti tragici rielaborando le vicende di Orfeo che compie il suo viaggio nelle profondità dell’Ade. Il suo protagonista, Rivera, è un uomo che ha perso tutto: il lavoro, la moglie, il figlio. Vive nell’immaginaria città di Fortezza e si sottrae a qualsiasi forma di comunicazione col mondo esterno Continua a leggere »

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Gabriele Di Fronzo Il grande animale

24 dicembre 2016
Gabriele Di Fronzo, Il grande animale (Nottetempo)
scritto da Angelo Di Liberto

 

Gabriele Di Fronzo, Il grande animale (Nottetempo, pp. 261, €12). È la storia di un’iniziazione, di un incantesimo, di un addomesticamento della morte che finisce di essere tale trasformandosi in un attimo di vita che dura per sempre. Il giovane protagonista della storia, Francesco Colloneve, guarda il mondo dalla sua postazione privilegiata di sabotatore della morte. Ciò che avrebbe fine cessa di colpo trasfigurandosi in un miracolo di bellezza eterna.
Per fare ciò Francesco ha bisogno di raccontare attribuendo un ordine preciso alle cose e alle azioni. Una lista di passaggi da compiere, un cammino obbligato verso la conoscenza che gli permetta di tenere a bada la violenza del quotidiano e fare un inventario della sua esistenza. Catalogare significa non soffrire; codificare vuol dire impedirsi di subire.
Gabriele Di Fronzo, l’autore di questa opera prima, cuce un tessuto narrativo forte, maturo, con lo stesso equilibrio e, parallelamente, con il medesimo spirito amoroso di Maylis de Kerangal nel suo “Riparare i Viventi”.Quell’apparente distacco dalla partecipazione alle cose della vita è bisogno intimo di protezione, di rifugio; è consapevolezza profonda d’amore. La vita stessa nella ricerca costante di una fessura che ci permetta di esistere in pace con la nostra coscienza. Continua a leggere »

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Elisabetta Bucciarelli La resistenza del maschio

19 dicembre 2016
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scritto da: Angelo Di Liberto

Elisabetta Bucciarelli La resistenza del maschio (NNE, 2015, €13, pp. 234).

È una storia di assenze, di distanze, di geometrie dell’anima, di quell’intervallo sottile e impercettibile che separa un Uomo e una Donna in un rapporto amoroso.
Elisabetta Bucciarelli, autrice del testo, utilizza dimensioni pirandelliane per interrogarsi su identità e riverberi di coscienza in uno spazio e in un tempo diversi da quelli a cui siamo stati abituati.
Uomo è Emme, Donna è Effe. Il loro incontro è casuale. Un incidente d’auto in cui Effe rischia di perdere la vita e a cui Emme assiste, impotente, poco distante.
Inizia un rapporto di alternate corrispondenze. Lei si muove nella consuetudine e Lui nel bisogno tangibile di liberarsi dagli schemi e dare vita a una nuova forma di relazione che coincida con la sua visione del mondo. Continua a leggere »

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Annie Ernaux Il posto

28 agosto 2016
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scritto da: Angelo Di Liberto

Annie Ernaux, Il Posto (L’orma, 2014, 114 pagg, € 10). È il racconto di un’ascesa di classe, di un attraversamento, di un amore separato. Una bomba letteraria scoppiata in Francia nel 1983 che arriva da noi trent’anni dopo. Annie Ernaux racconta in prima persona, con la forza struggente di chi sente su di sé il peso di un’emancipazione vissuta come tradimento per ciò che è stata, la sua storia di donna e scrittrice, il suo difficile rapporto col padre, la condizione sociale povera, in cui le scelte lasciavano il posto alle necessità. Il segno della croce sul pane, la riga di ferro sulle dita, la borsettina piena d’aglio vicina all’ombelico per scacciare i vermi. Continua a leggere »

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Elisabetta Gnone Olga di carta

30 giugno 2016

Olga di carta

Scritto da: Cinzia Santomauro

Elisabetta Gnone, Olga di carta (Salani, 2015, pp.304, € 14,90). Più proseguivo nella lettura, più un pensiero si impossessava di me: mia figlia avrebbe dovuto leggere quel libro. Sì, perché Olga di carta di Elisabetta Gnone  è stato una vera rivelazione. Tanti gli spunti di riflessione, tante le piccole gemme di saggezza che emanano da quelle pagine solo apparentemente destinate alle librerie dei più giovani. Un dono di compleanno accompagnato dalla promessa “ho pensato che tu lo avresti apprezzato”, che si è rivelato ben più gradito del previsto. A metà via tra la fiaba e il romanzo di formazione, Olga di carta racconta la storia di una ricerca che si trasforma in una emozionante scoperta di sé. Continua a leggere »

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Delphine de Vigan Gli effetti secondari dei sogni

6 giugno 2016

Gli effetti secondari dei sogni

scritto da: Susy

Delphine de Vigan, Gli effetti secondari dei sogni (Mondadori, 2009, pp. 207, €9,50). È la storia di un’amicizia tra Lou Bertignac e No. No sta per Nolwenn, una senzatetto. Lou Bertignac ha tredici anni, è una ragazzina prodigio con un q.i. di 160, ragione per cui frequenta una classe  due anni avanti rispetto alla sua età. Curiosa, molto intelligente, studiosa ma poco incline ai rapporti interpersonali. Vive nel suo guscio,  ha difficoltà a farsi accettare dai suoi coetanei che la vedono diversa da loro, “strana”. No e Lou si incontrano  in una stazione della Metropolitana di Austerliz. Lou  ama osservare le persone, No passa il suo tempo in stazione, si relaziona con altri senzatetto come lei, elemosina cibo e soldi, spende il tempo tra un centro di accoglienza ed un altro dove poter dormire, quando lo trova. Continua a leggere »

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Giuseppina Torregrossa Il figlio maschio

6 marzo 2016
Giuseppina Torregrossa, Il figlio maschio (Rizzoli)
Scritto da: Susy

Giuseppina Torregrossa Il figlio maschio (Rizzoli, € 18,50, pp. 309). Adoro i romanzi di GiuseppinaTorregrossa. Ogni volta mi tuffo nei profumi, colori, odori, ritmi della Sicilia e ne resto incantata. Il Figlio maschio di GiuseppinaTorregrossa è la storia di una famiglia. Di una generazione di librai/editori siciliai. Continua a leggere »

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Maylis de Kerangal Riparare i Viventi

24 novembre 2015
Maylis de Kerangal, Riparare i Viventi (Feltrinelli)
Scritto da: Angelo Di Liberto

Maylis de Kerangal, Riparare i Viventi (Feltrinelli, 2015, € 16, pp. 218). Che cos’è essere separati da qualcuno che si ama ancora? Che cos’è vivere, sopravvivere? È per cercare di trovare delle risposte a queste domande che Maylis de Kerangal ha composto Riparare i Viventi, un poema di gesti, la canzone intima di una tragedia invertita: la morte che sfugge alla vita, un flusso, un movimento inverso dell’esistenza che ritorna morte per ripiegare a nuovo inizio.

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Carlo Bonini, Giancarlo De Cataldo Suburra

6 novembre 2015

Bonini-De Cataldo Suburra

Scritto da: Chiara Tomao

Dopo aver visto il film al cinema, ho deciso di leggere il libro Suburra (Einaudi, 2013, € 19,50, pp. 481) della ormai collaudata coppia Bonini-De Cataldo. Nonostante non sia un genere che solitamente mi attiri, questo libro mi ha invece particolarmente colpito, anche alla luce delle note vicende politiche che hanno colpito Roma nell’ultimo anno e che quotidianamente ci vengono raccontate dai giornali. Continua a leggere »

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L. R. Carrino Esercizi sulla madre

29 ottobre 2015
L.R. Carrino, Esercizi sulla madre (Perdisa Pop)
Scritto da: Angelo Di Liberto

L.R. Carrino, Esercizi sulla madre (Perdisa Pop, 2015, € 15, pp. 168). “La mamma morta m’hanno alla porta della stanza mia; Moriva e mi salvava!”. Eudaimon è una parola che in greco vuol dire stare con un demone buono. Una
condizione nella quale l’essere umano, in pace con se stesso, ricerca nel luogo della verità.
Nel regno delle ombre, vacue ed evanescenti parvenze di vita perduta si aggirano a intralciare il cammino.
Luigi Romolo Carrino è nel sentiero pericoloso della verità. Col suo Esercizi sulla madre cristallizza l’istante fino a dilatarlo, costringerlo a espandersi per quarant’anni e a sommare demoni, memorie, mancanze, iniquità.
Giuseppe è Gioia, suo alter ego femminile. Ma è Madre, Figlio, Amante, Marito, Titano. Tutte le declinazioni possibili di una vita mancata e mai conclusa, ritorta sul confine indefinito di una personalità ai limiti dell’abisso. Tutte le identità che ha assunto per sfuggire alla realtà. Come un moderno Norman Bates è custode di una casa di memorie materne.
Aspetta l’Incontro. Prepara l’attesa col sogno, con la visione. La sua personale coscienza del passato si mescola con la menzogna, che gli serve per continuare a vivere. Giuseppe ha otto, sedici, quarantadue anni. Tutti quelli che servono per
attendere Madre seduto sui gradini di casa. Invano. Ha piegato il tempo per raggiungerla, ha cambiato lo spazio per trovarla, si è seduto davanti a un medico per incontrarla. Ora si trova all’interno di un ospedale psichiatrico giudiziario e continua ad aspettare. Guarda le macchie di Rorschach che il dottor Allocca gli sottopone. Vi scorge dieci madri, una per ogni tempo dell’attesa. Una per ciascun demone dell’assenza.
Tutto è pronto per il suo sacrificio. All’interno dell’istituto è stato predisposto un ambiente simile alla casa in cui Giuseppe viveva da bambino. Affinché ricordi, colmi gli spazi bianchi della memoria, curvi ancora una
volta il tempo che lo privò dell’identità, lo arrestò a sedici anni per mezzo dei carabinieri e lo internò nel luogo del dolore. “Ai pazzi come me è concessa una notte all’anno, e un posto all’anno per fare l’esercizio del ricordo senza le medicine che mi fanno dimenticare chi sono, che mi tolgono la dignità di scegliere il male che dice tutta la mia vita, che però mi fa essere stato qualcuno, qualcosa”. Ma accanto alla Madre Parlata, alla Madre Pregata, a quella Dormita e a tutte le altre Madri che sceglierà d’incontrare, Giuseppe conserva il ricordo della Madre Dimenticata. Tutti i demoni che lo accompagnano non saranno sufficienti ad allontanarla, a disperderla nel gorgo della sua esistenza. Perché questa volta Madre è tornata implacabile a ricordargli le sue colpe, a stipulare un patto perenne di sangue col sangue.
“Sono tornata per dirti quello che mi hai fatto…”. Madre è il Demone che lo tiene in vita morto. Madre è l’origine del suo Male. In fila verso l’abisso, i demoni si susseguono, lo rincorrono, lo conducono davanti alla porta della camera da letto.
Oltre quel limite c’è la verità. Ed ecco che improvvisa, una cosa nuova lo avvolge, lo comanda. Gli fa vedere la sua vita intera. “Nessuno sa quel che fa, nessuno sa quel che vuole, nessuno sa quel che sa”, dice Pessoa. Perché dormiamo la Vita, la illudiamo, la tingiamo di colori sgargianti affinché il buio diradi, si costringa nell’andito più nascosto di noi.
Ma è un istante. Sono otto, sedici, quarantadue anni, la vita intera a mentirci, sino a quando non distogliamo gli occhi e incontriamo noi stessi, la nostra coscienza, la nostra origine ancestrale, che è Madre.
Ogni cosa si compie dunque. Perché ogni cosa fatta, anche se male, è ben fatta. Perché lei è la Madre, lei è l’amore.

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