Francia in bici / ruota a terra

10 agosto 2016

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DA BAZIÈGE A CASTELNAUDARY – 59 km
Ristorati dalla giornata a chilometri zero trascorsa a Baziège (anche il malato si è miracolosamente ripreso), discendiamo dalle colline di girasoli e riprendiamo il canale. Mi sono mancati i suoi platani curvi che sembrano un abbraccio e le schegge di sole sull’acqua verde. È un paesaggio riposante che dà dipendenza. Continua a leggere »

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Francia in bici / incontri

8 agosto 2016

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DA TOULOUSE A BEZIÈGE con deviazione sulle colline (43 km).
Il sesto giorno con 280 km nei polpacci e 30 gradi già di prima mattina, non si sfreccia gagliardi. Però il giro per Toulouse è piacevole, nonostante la colazione da Starbucks per far contenta la 12enne fanatica del genere (ma quanto è indegnamente caro!). Purtroppo riusciamo a dare solo un’occhiata di straforo alla chiesa dei Giacobini (lunedì chiuso), bellissima e simile all’abbazia di Moissac; da non perdere anche la cattedrale dedicata a San Saturnino, uno dei primissimi martiri cristiani, che rinfocola la passione dei miei figli per le truci storie dei santi con cui il papà, quand’erano piccoli, li intratteneva nelle gite per chiese; alla loro lista “splatter” mancava San Saturnino, ucciso trascinato sulla piazza da un toro. Continua a leggere »

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Francia in bici / “sauf vélos”

7 agosto 2016

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DA VERDUN SUR GARONNE A TOULOUSE (incluso giro per la città e visita alla Cité de l’Éspace) 50 km
Si parte da Verdun sur Garonne non prima di aver superato l’interrogazione di Viviane sul libro degli immigrati italiani in Francia; il marito con i suoi sorrisi gentili non mi può salvare, è in mezzo al campo a stendere montagne di lenzuola appena lavate. Salutiamo la coppia che ci fa riempire le borracce con la canna dell’acqua del giardino e si dice felice di aver ospitato, per la prima volta, una famiglia italiana. In effetti di italiani da queste parti non se ne vedono proprio, ed è un peccato perché è davvero una terra bellissima e per chi ama il cicloturismo le piste sul canale sono perfette.

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Francia in bici / Donna lombarda nella campagna francese

6 agosto 2016

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DA MOISSAC A VERDUN SUR GARONNE PASSANDO PER MONTAUBAN 75 km
Quarto giorno in bicicletta e molto dispiacere a lasciare Moissac e la chambre d’hôtes con giardino dove abbiamo passato un piacevole dopocena sull’amaca. Oggi c’è in programma una deviazione di 26 km dalla veloroute per visitare Montauban, città natale di Ingres. La pista per Montauban è sul canale della Tarn, era sterrata nel 2010, quando la guida prometteva che sarebbe stata asfaltata entro il 2011… ma è sterrata ancora adesso.

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Francia in bici / l’abbazia che sembra arredata con carta da parati

5 agosto 2016

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DA AGEN A MOISSAC 47 km
Il terzo giorno le gambe chiedono strada. È l’effetto del pedalare, i muscoli si scaldano, le endorfine entrano in circolo, vorresti non fermarti mai, correre tra i profumi della natura con la compagnia fedele dell’acqua del canale, la testa piena di pensieri, idee, parole, e nessuno a interromperli. Ma oggi vogliamo fermarci a Moissac dove si trova una bella abbazia, il percorso è un po’ più breve, per fortuna non meno pittoresco.

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Francia in bici / i girasoli e il canale… sul ponte

4 agosto 2016

 

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DA MAS D’AGENAIS A AGEN, anche oggi 54 km
A Mas d’Agenais c’è uno di tutto: un panettiere, un macellaio, una libreria-cartoleria, una chiesa, un quadro famoso (crocifissione di Rembrandt), una chambre d’hôte. Al telefono Martine mi parla in italiano, ha vissuto per sette anni a Milano, è Continua a leggere »

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Francia in bici / luci e ombre (ma fuor di metafora) sul canale della Garonna

3 agosto 2016

 

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BORDEAUX E POI IL CANAL DU GARONNE: DA LANGON A MAS D’AUGENAIS – 54 km
Bella sorpresa, Bordeaux, con le sue pietre aranciate, i balconi di pizzo in ferro, i tram senza fili, le chiese gotiche, i ristoranti dove si mangiano ottime cozze, i negozi piccoli e fantasiosissimi di un’eleganza senza snobismo, e lo specchio d’acqua profondo appena due centimetri di fronte alla piazza della Borsa, che ieri era una piscina di bambini felici! Una notte a Bordeaux in un bell’appartamento trovato su Airbnb e poi si parte per la quinta vacanza a due ruote. In treno fino a Langon (le bici non pagano) poi a pedalare sul canal de Garonne, un lungo specchio circondato da file serrate di platani che avranno 200 anni. Le prime ore di un viaggio come questo servono per familiarizzare: Continua a leggere »

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cosa pensavo (e penso) del velo islamico

26 luglio 2016

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Era l’autunno del 2007 quando scrissi questo articolo. Su Facebook in Italia non c’era quasi nessuno, la crisi economica era iniziata da così poco che si poteva pensare fosse passeggera, la Svizzera aveva appena aderito al trattato di Schengen, George W. Bush sganciava bombe al cloro su Baghdad, nessuno sapeva che Berlusconi facesse il bunga bunga e gli sbarchi di immigrati in Italia erano stati 20.455 contro gli 89.000 in soli 7 mesi del 2016. I miei figli andavano alla scuola materna, io avevo 9 anni di meno, e così il mondo. Continua a leggere »

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Storia di una dislessia – cap. 8
GRAMMATICA DRAMMATICA

6 giugno 2016
di Francesca Magni

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Questo pezzo lo sintitolo “Grammatica Drammatica”. No, sintitolo non è un refuso ma un neologismo, l’ha coniato Filippo anni fa e abbiamo ritenuto giusto acquisirlo almeno al lessico familiare – per quanto, anche lo Zingarelli dovrebbe farci un pensiero. Se la forma di coniugazione più usata è ‘s’intitola’, perché non rendere tutto più logico e… sintitolare? 😉

Un dislessico ha bisogno di logica, per imparare. Ma la grammatica non è logica, è capricciosa, mutevole, ordinata da regole che essa stessa smentisce, l’ho sempre considerata un gattino bizzoso che ora si struscia e un attimo dopo ti graffia. Filippo, capace di sintesi fulminanti, ha archiviato la materia con un cambio di iniziale: GRAMMATICA… DRAMMATICA. Continua a leggere »

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Storia di una dislessia – cap. 7
CERTIFICAZIONE: OGGI È UN MALE NECESSARIO

6 maggio 2016
di Francesca Magni


Quando la psicologa ci ha chiesto come leggesse a voce alta, suo padre e io ci siamo guardati interdetti: non lo sapevamo. Era sempre stato abilissimo a portare a termine i suoi compiti evitando che noi interferissimo e ci accorgessimo di qualsiasi difficoltà. Ci teneva fuori. Solo una volta, alla fine della seconda, ai maestri avevo manifestato preoccupazione perché ancora non leggeva. Avevano riso, “Ma Filippo è intelligentissimo!”. Appunto: se lo è perché non legge? Ma non avevo portato la domanda fino in fondo (paura? rimozione? ingenuità? pigrizia?); nessuno lo aveva fatto, durante le sue elementari, non i maestri né le nonne, che pure, a posteriori dicono di essersi un po’ insospettite nel vederlo leggere lentamente, né noi che arrivati in quinta non ci capacitavamo di come un ragazzino famelico di storie non iniziasse a leggere libri in autonomia. Continua a leggere »

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