Islanda day 10: bilanci e consigli

20 giugno 2018

Scritto da: Francesca Magni

Le balene, la Blue Lagoon, i pulcinella di mare! Le balene, gli iceberg, la cascata di Dettifoss e quella dove si cammina dietro! Il territorio vario ed estremo, desolato, verdissimo, i fumi bianchi che escono dalla terra! Le balene, i pulcinella di mare, il ghiacciaio azzurro, il muschio, la lava, le pozze di acqua calda!

Alla domanda “cosa vi è piaciuto di più di questo viaggio?”, le risposte arrivano una sopra l’altra, impossibile stabilire un ordine di preferenza delle cose viste. E anch’io che per tirare le somme amo stilare classifiche, resto avvinta da una massa di sensazioni senza gerarchia. Era un viaggio che non avevo sognato né immaginato e forse per questo è riuscito a conquistarmi senza riserve. Persino il tempo atmosferico, così estremo, ora mi pare parte non solo ovvia ma felice dell’assaporare questa terra del nord.

Cosa direste a chi vuole partire per l’Islanda?, chiedo ai miei compagni di viaggio.

“Coprirsi molto”, dice Luigi che voleva mettere in valigia solo un k-way, perché tanto è giugno.

“Assolutamente vedere le balene e vestirsi a cipolla” dice Costanza che più di due strati non ha mai messo, e regolarmente tremava.

“Portare scarpe più pesanti di quelle che avevo io”, dice Filippo.

Per lasciare a chi volesse partire anche qualche indicazione pratica, oltre alle nostre sensazioni (rappresentate nella foto sopra, scattata sulla collina alle spalle del geyser), ecco i pochi consigli che ci sentiamo di dare.

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ASCIUGAMANI

In ogni posto in cui abbiamo dormito ce ne hanno dato solo uno, di dimensioni a metà tra quello da faccia e quello da doccia. Conviene averne di scorta, specie se si vuole fermarsi a fare i bagni nelle pozze calde sulla strada (spartane ma consigliatissime!).

Consigliato anche un asciugacapelli che non sempre è in dotazione (non non l’abbiamo portato e asciugare i capelli al vento polare non è piacevole).

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BENZINA

Le pompe sono tutte self-service e capita che non prendano carte di credito e bancomat italiani. Conviene cercare distributori dove ci sia un essere umano che sblocca la pompa e permette di pagare dopo il rifornimento (per esempio N1 e non Orkan anche se Orkan costa meno). A volte vogliono che si lasci la carta d’identità.

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CAMERE/CASE

Negli Airbnb in media si spende meno e si può avere la casetta intera, quindi con bagno tutto per sé, che nei b&b non c’è quasi mai. Gli alloggi su Airbnb però si trovano solo a Reykjavik e dintorni e nella parte occidentale dell’Islanda. Spesso usano il metodo di lasciare la chiave in un locker con combinazione fuori dalla porta.

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COLAZIONE

I bed&breakfast, a dispetto del nome, non sempre danno la colazione. Noi abbiamo viaggiato con scorta del supermercato, tè incluso. Mentre il caffè nelle cucine comuni che tutti gli alloggi hanno, in genere si trova.

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CIBO

L’abbiamo trovato molto superiore alle aspettative. Ottime le zuppe, quella islandese di agnello e quelle di pesce, oltretutto con prezzi abbordabili. I piatti principali di pesce o carne sono di qualità (ottimi salmone e sgombro) ma costano da 30 a 50 euro!

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GIRO

L’Islanda ha una sola strada circolare, la Statale n. 1 che la percorre tutta in cerchio. Si può farla in senso antiorario, come fa la maggior parte delle persone, partendo dal circuito d’oro subito a est di Reykjavik, o in senso orario come abbiamo fatto noi. C’è chi dice che in senso antiorario la bellezza vada decrescendo e in senso orario vada crescendo. Noi abbiamo trovato bello tutto, anzi forse abbiamo preferito il nord, più solitario ed estremo del sud. Se partite in agosto, in senso orario può essere più facile trovare da dormire perché si va “controcorrente “.

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ISLANDESI

Li abbiamo conosciuti poco, i check-in nei posti per dormire sono stati piuttosto spicci e la host dell’ultima sera a Mengi Kjarnholt era una vichinga con due occhi bellissimi, bravissima a cucinare (ottimo il suo pane fatto in casa) e con un sofisticato gusto per l’arredo (tutto da copiare!), ma non esattamente una chiacchierona. Anche se si è divertita alle nostre domande. Grazie a lei abbiamo scoperto che le case tradizionali con una porta senza scala al primo piano sono quelle dei commercianti di una volta, che usavano portare in casa le merci dal carro, prendendole dal piano di sopra. Sempre a lei abbiamo chiesto come mai si vedano teenager che puliscono marciapiedi e aiuole e lei ci ha spiegato che in Islanda a partire da 13 anni si possono fare piccoli lavori fino a un massimo di 4 ore al giorno.

Quello che abbiamo notato degli islandesi è più che altro deduzione. Per esempio amano le sculture: riempiono piazze, svincoli stradali, giardini privati e davanzali delle finestre di ogni sorta di scultura, che siano pezzi di lamiera colorati, tronchi levigati dal mare, manufatti in pietra o giganteschi vasi o imbuti in metallo. Amano i bagni caldi all’aperto ma a differenza degli altri popoli nordici sono molto pudichi. Stendono i panni all’aperto. Non hanno una particolare cura per le case, almeno nella parte esteriore, ma a volte hanno giardini leziosi, popolati da figure fantasy tipo elfi (che a volte ti fanno prendere un colpo).

Parlano molto bene l’inglese, almeno quelli che abbiamo incontrato noi. Come possano sopravvivere in un paese in cui in inverno la media di luce giornaliera è tre ore e mezza è un mistero che cercheremo di sondare in un eventuale futuro viaggio, in cui andremo anche a caccia dell’aurora boreale.

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LUCE

Se viaggiate in estate non vedrete mai la notte, di sicuro non in giugno. Anche se il sole tramonta per un paio d’ore, non ve ne accorgerete perché è di poco sotto l’orizzonte e il cielo resta illuminato. Questo a mio parere è più un vantaggio che uno svantaggio: si può continuare a visitare posti finché si ha la forza, tanto più che i ristoranti in media sono aperti fino alle dieci. Per dormire, no problem, ogni finestra è dotata di tende oscuranti.

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PIOGGIA E SOLE

In giugno e luglio i giorni medi di pioggia sono 15 su 30, in agosto poco di più. A quanto abbiamo capito, una giornata di cielo pienamente sereno è rarissima. Ma in questo potreste avere più fortuna di noi.

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PREZZI (AUTO, GITE, ECC.)

Folli. Per tutto. Solo tre notti siamo riusciti a stare sotto i 200 euro per 4 persone. La macchina a noleggio è sui 400 euro per 10 giorni ma se vuoi la 4×4 moltiplichi anche per 10. In realtà il fuoristrada serve solo se si vogliono percorrere piste contrassegnate come F roads dirette verso l’interno; spesso prevedono di guadare fiumi, ragion per cui i 4×4 qui sono dei bolidi con pneumatici alti un metro che incutono un certo terrore. A parte il costo, a frenarci è stato il fatto che in giugno i fiumi possono non essere ancora guadabili. Con un’auto normale, comunque, abbiamo percorso anche molti sterrati che qui sono curatissimi e praticabili tant’è che su sterrato il limite scende solo da 90 a 80 km/h. Un solo accorgimento: se percorrete uno sterrato con la pioggia, al momento di scendere dalla macchina ricordate che lei sarà coperta di fango come non potete neanche immaginare e che dovete saltar giù di slancio a piè pari se non volete inzaccherarvi anche voi.

Tornando ai prezzi: la Blue Lagoon è carissima ma secondo noi vale la pena, nonostante sia affollata. Idem il gommone nella laguna degli iceberg (circa 70 euro a testa).

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PRENOTARE

Fissare gli alberghi toglie un po’ di libertà ma se si vuole fare il giro completo del “paese rotondo”, assicura di riuscirci senza disperdersi. Secondo me, col senno di poi, in giugno si può anche fissare la prima notte e prenotare di volta in volta: sono sicura che si risparmierebbe. La connessione Internet è perfetta, la copertura molto buona e con il roaming internazionale non ci sono costi aggiuntivi.

Per risparmiare cercate di non prenotare con booking che fa lievitare i prezzi in modo ingiustificato. Il sito bedandbreakfast.eu è buono e affidabile: la stessa stanza si trova a meno che su booking.

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SOLDI

Come faceva notare Costanza, il brutto di pagare con la carta di credito è che non sai come sono fatte le monete locali. In effetti non abbiamo mai visto una corona islandese. Si paga con bancomat o carta di credito anche per un caffè.

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SCARPE E VESTITI

Scarponcini da trekking anche bassi.

Pantaloni da trekking.

Giacca tipo da sci, antiacqua e anti vento.

Cappello e cappucci impermeabili.

Guanti.

Intimo termico, maglie e pile da sovrapporre.

Costume da bagno e accappatoio.

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I NOSTRI ALLOGGI PREFERITI

Airbnb da Snorri, la cabin sul fiume vicino a Stykkisholmur, nella penisola di Snaefellsnes

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Airbnb da Ragnhildur ovvero la casa della Sylvanian Family a Glaumbaer, tra Saudarkrokur e Varmahlid

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Tungulending Guesthouse affacciata sull’oceano a nord

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Skipalaekur Cottage, la casa a forma di formaggino affacciata sul fiume a Egillstadir

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Bed & breakfast Mengi Kjarnholt a Kopavogur, nel circuito d’oro, vicino al geyser

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2 commenti a “Islanda day 10: bilanci e consigli”


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