Una storia del 1932, una ragazza di sempre
(Irmgard Keun Doris, la ragazza misto seta)

7 gennaio 2018
Irmgard Keun, Doris, la ragazza misto seta
scritto da: Francesca Magni

Irmgard Keun, Doris, la ragazza misto seta (L’orma editore, 2017, € 16, pp. 198).
Questo libro mi ha colpita per la bellezza della copertina e la suggestione del titolo. Poi ho letto la “quarta” e mi ha fatto pensare a Il ballo di Irène Némirovsky. Poi l’ho letto e sento che non lo dimenticherò.
Doris, la ragazza misto seta è appena maggiorenne nel 1932, in una Germania in cui l’economia ristagna, il lavoro non si trova e la società freme in cerca di sorte migliore, ignara del baratro che l’attende.
Doris è giovane e bella, troppo povera per studiare, forse anche troppo svogliata, troppo intelligente per accontentarsi, troppo esuberante per non commettere errori, troppo innamorata dell’amore per non diventare – talvolta suo malgrado – grande conoscitrice dell’animo maschile.
Doris è una ragazza misto seta: vorrebbe essere parte del bel mondo, ma non lo è. Dalla sua ha però un velo di rossetto, molta intraprendenza, un filo di modestia («Sono felice di avere questi begli occhioni penetranti ma se è un dono non posso vantarmene») e quella che oggi chiamiamo resilienza: è con queste doti che, narrando in prima persona e facendoci leggere di tanto in tanto il suo diario, Doris ci invita nei suoi panni, curati e faticosi, nel pellicciotto rubato che la costringe a fuggire senza documenti a Berlino, dove il sogno di diventare una stella si allontana insieme a quello di un amore vero.Anzi no: di amori Doris ne vive di ogni tipo, con la fame della sua età – e anche con la fame fisica, che in assenza di un lavoro stabile diventa problema quotidiano e la spinge ad accettare inviti nei caffè per una fetta di torta…
Gli amori, appunto: uomini che lei ama non ricambiata o uomini che la amano senza che lei li ricambi. Fino alla storia bellissima con Ernst, onesto impiegato che non si arrende all’abbandono da parte della moglie, e che accoglie Doris con un sentimento di quelli buoni che non sappiamo come chiamare. Doris lo ricambierà con onestà, costi quel che costi.
È un romanzo di più di 80 anni fa, scritto nell’anno in cui è ambientata la storia; Doris è figlia del suo tempo tanto quanto della natura femminile più autentica ed eterna: intelligenza e malizia, vitalità e ingegno, generosità, passione e sogno la rendono una ragazza di sempre. Combattuta tra essere e diventare, tra bisogni profondi e desideri indotti dalla società o dalla necessità. «Padre nostro che sei nei cieli, concedimi una buona istruzione, fa’ questo miracolo, al resto ci penso da sola con un po’ di rimmel», dice a un certo punto. Ma in fondo sa che si può essere solo quel che si è. E «Forse anche se non sei una stella non è poi così grave».

 

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