Storia di una dislessia
PREMESSA

10 ottobre 2016
di Francesca Magni

Sembra sia di moda, perché se ne è parlato moltissimo in questi ultimi cinque o sei anni. Chi non è toccato dal problema (o così crede), se ne disinteressa e alza le spalle con fastidio: dislessia, che noia, possibile che ormai siano tutti dislessici? possibile non si parli d’altro? Ho alzato anch’io le spalle con noia prima di sapere di avere un figlio dislessico. L’abbiamo capito che aveva 12 anni e siamo entrati in un tunnel di fatiche emotive e grandi scoperte. Un viaggio nel cervello di nostro figlio e nel nostro, una agnizione che ci ha resi più ricchi e consapevoli di cosa significhi apprendere e di quali siano le (infinite) strade per farlo. Ci è voluto più di un anno per accettare, masticare, capire veramente, dominare gli aspetti pratici e quelli emotivi. Un anno per Filippo e uno per noi. E oggi, con il suo consenso, ho scelto di raccontarvelo. Perché la dislessia non riguarda solo chi ha un figlio dislessico: riguarda il cervello e il suo rapporto con l’apprendimento e la conoscenza. Riguarda il cervello di tutti.

Storia di una dislessia – cap. 1 EPIFANIA

Storia di una dislessia – cap. 2 CREDEVO DI ESSERE SCEMO

Storia di una dislessia – cap. 3 È QUALCOSA

Storia di una dislessia – cap. 4 LA MALEDIZIONE DEI NOMI PROPRI

Storia di una dislessia – cap. 5 SIAMO TUTTI DISLESSICI?

Storia di una dislessia – cap. 6 COSA PROVA UN DISLESSICO A SCUOLA

Storia di una dislessia – cap. 7 LA CERTIFICAZIONE: OGGI È UN MALE NECESSARIO

Storia di una dislessia – cap. 8 GRAMMATICA DRAMMATICA

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