storia di un ragazzo autistico e del respiro di sua madre…
(Eli Gottlieb Un ragazzo d’oro)

17 febbraio 2018
Eli Gottlieb, Un ragazzo d'oro (Minimum Fax)
scritto da: Francesca Magni

Eli Gottilieb, Un ragazzo d’oro (Minimum Fax, 2018, €17,50, pp.272). Avevo già letto Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte; Mark Haddon mi aveva già ficcata dentro gli occhi di un ragazzino con la sindrome di Asperger. Ne ero rimasta affascinata ma sempre  ignorante di quell’universo multiforme e inafferrabile che chiamano autismo. Confesso: un’autentica vertigine mi tiene lontana dal conoscere meglio; so che qualora mi affacciassi su quel mondo, ne sarei travolta, sconvolta e, peggio, affascinata. Niente mi cattura quanto i cosiddetti “disordini neurocomportamentali”, la devianza dalla norma, il cervello che funziona in modo fortemente atipico e genera sofferenze, famiglie distrutte e talvolta anche genialità inspiegabili. Ma soprattutto stranezze mal tollerate. Spettro autistico, si dice. Spettro come composizione di variabili. O spettro come visione soprannaturale, fantasma delle nostre paure? Continua a leggere »

commenta »

i mediocri a scuola e il rumore di fondo
(Magda Szabó Ditelo a Sofia)

5 febbraio 2018
Magda Szabó, Ditelo a Sofia
scritto da Francesca Magni

Magda Szabó, Ditelo a Sofia (Salani, 2013, €14,90 pp.393).
Sofia Nagy, 11 anni, è l’allieva che più incuriosisce la maestra Marta. Sofia è intelligente, ma non rende come ci si aspetterebbe; Sofia prende 7. È fra gli scolari «al confine tra il sufficiente e l’ottimo». I “bambini incagliati”. Non sono i bocciati né i bravissimi che incuriosiscono la maestra Marta: quelli si assomigliano. Differiscono solo per qualità, per le doti intellettuali con cui sono venuti al mondo. È negli scolari da 7, ancorati a una via di mezzo dalla quale potrebbero tranquillamente spiccare il volo, che si nasconde un segreto.
Sofia Nagy va alla scuola estiva nella Budapest del ’57. Da pochi mesi ha perso il papà a cui era legatissima, un giovane medico affettuoso che l’ha lasciata sola con la madre Judit, brillante pedagogista che ha cresciuto la figlia seguendo i manuali. In perfetta buona fede, come spesso accade.
Sofia è brillante, ma a scuola non rende. Continua a leggere »

commenta »

Qui presento Il bambino che disegnava parole
(e ogni volta è una storia diversa…)

16 gennaio 2018
Avete ragione, pecco di monotonia, ma cosa devo fare, ogni volta è diversa. E ogni volta ho più paura… 😉 Ma non posso tirarmi indietro: in ogni presentazione, qualcosa di nuovo rotola fuori dalla storia, dal libro, dalla nostra vicenda familiare e da me… Quando sarà rotolato fuori tutto, be’ vi lascerò in pace (e da qualche parte mi toccherà ricominciare).
Ma dicevo: le prossime 3 presentazioni di Il bambino che disegnava parole.

7 commenti »

Una storia del 1932, una ragazza di sempre
(Irmgard Keun Doris, la ragazza misto seta)

7 gennaio 2018
Irmgard Keun, Doris, la ragazza misto seta
scritto da: Francesca Magni

Irmgard Keun, Doris, la ragazza misto seta (L’orma editore, 2017, € 16, pp. 198).
Questo libro mi ha colpita per la bellezza della copertina e la suggestione del titolo. Poi ho letto la “quarta” e mi ha fatto pensare a Il ballo di Irène Némirovsky. Poi l’ho letto e sento che non lo dimenticherò.
Doris, la ragazza misto seta è appena maggiorenne nel 1932, in una Germania in cui l’economia ristagna, il lavoro non si trova e la società freme in cerca di sorte migliore, ignara del baratro che l’attende.
Doris è giovane e bella, troppo povera per studiare, forse anche troppo svogliata, troppo intelligente per accontentarsi, troppo esuberante per non commettere errori, troppo innamorata dell’amore per non diventare – talvolta suo malgrado – grande conoscitrice dell’animo maschile. Continua a leggere »

commenta »

Il bambino che disegnava parole è in ristampa!
Grazie di 💛 a ognuno di voi

28 novembre 2017

il-bambino-che-disegnava-parole-dislessia-1-884x1024

A 75 giorni dall’uscita, IL BAMBINO CHE DISEGNAVA PAROLE è in RISTAMPA!!! Le prime 5.200 copie, dunque, sono praticamente andate e altre 1.100 sono in arrivo (e con questo vi ho rivelato quanto stampa/vende un libro, ovvero uno dei segreti meglio custoditi dell’editoria italiana! ).
Voglio dire G R A Z I E a ognuno di voi singolarmente, Continua a leggere »

6 commenti »

Lunedì 27 novembre vi aspetto…
Il bambino che disegnava parole

24 novembre 2017

Una serata che per me sarà molto speciale. Perché per la prima volta accanto a me ci sarà mio marito, che da questa storia della “nostra” dislessia è uscito nuovo. Anche lui, qui, ha qualcosa di importante da raccontare. Soprattutto lui…
P.S. Ci saranno anche due attori fantastici a leggere brani del libro e non smetterò mai di ringraziare per questo privilegio.
P.P.S. Grazie a Silvia Negri e Isabella Viganò
P.P.P.S. Importante!!!! Mandate mail a Info@periplo.org per riservare i posti

Continua a leggere »

commenta »

#dislessia La nostra storia, le vostre storie

13 novembre 2017

«Ogni storia personale è una storia universale» ha scritto Grazia Lodigiani parlando del mio libro. Grazia è una lettrice (e un po’ anche scrittrice), una delle tante incontrate in questi due mesi grazie a Il bambino che disegnava parole. Ogni giorno mi scrivete storie, le vostre che sono la mia, la mia che è le vostre. E più le leggo e le metto insieme, più provo sconcerto: ma se siamo così tanti e proviamo e viviamo le stesse cose, come è possibile che il senso della dislessia, la sua essenza neurobiologica non sia ancora univocamente, universalmente compresa, riconosciuta, assimilata, accettata? Poi penso: se siamo così tanti e proviamo e viviamo le stesse cose, è inevitabile che prima o poi accada: la dislessia universalmente compresa, riconosciuta, assimilata, accettata. Succederà presto. E sarà grazie a chi decide di raccontare e di raccontarsi. Continua a leggere »

6 commenti »

Lettera aperta a Daniele Novara
sulla dislessia (e non solo)

31 ottobre 2017
Schermata 2017-10-31 alle 11.55.11
scritto da: Francesca Magni

-N

[N.B. Per la risposta di Daniele Novara, scorrete sotto. Sotto ancora, la mia replica. Perdonate la lunghezza del post, ma ho ritenuto meglio tenere insieme l’intero scambio]

Buongiorno dottor Novara,

il 29 ottobre, a Uno Mattina, lei ha definito malattie mentali la dislessia, la discalculia, la disgrafia. Provocazione? Lo spero…

Sono la mamma di un “malato di mente” (studente al liceo classico), la “moglie di un malato di mente” (giornalista), la figlia di un “malato di mente” (chirurgo pediatra), la cognata di un “malato di mente” (fisico), la nuora di una “malata di mente” (insegnante di lettere). Sì, nella mia famiglia ci sono alcuni “dis”, ognuno con le proprie personalissime declinazioni di questa neurovarietà, chi dislessico, chi disgrafico, chi con difficoltà nella memorizzazione dei lessici specifici, a fronte di intelligenze piene se non sopra la media e di ottime carriere professionali.
Per ragioni anagrafiche solo uno, mio figlio ora 15enne, è certificato; gli altri si sono riconosciuti attraverso di lui e proprio grazie a questa “agnizione” (la scoperta della dislessia di mio figlio quando aveva 12 anni) hanno riletto le proprie personali peculiarità: si sono capiti meglio.

Io chiamo i dislessici i mancini dell’apprendimento. Le neuroscienze – non un atto di fede – oggi ci dicono che esistono persone con alcune reti neurali disposte in modo atipico

Continua a leggere »

15 commenti »

Intervista a mio figlio dislessico

23 ottobre 2017
IMG_9063
Scritto da: Francesca Magni

Sono tre anni che parlo di lui. Ieri sera a tavola osservavo il suo profilo di ragazzo, il ciuffo biondastro, quella sua aria sempre a metà fra lo sperduto e il consapevole, e ho pensato: è ora di far parlare anche lui.

Filippo, ti va se ti intervisto?, dico prendendo carta e penna. Una cosa “professionale”.

Lui mi guarda indecifrabile mentre succhia un legnetto di liquirizia. Allontana la sedia dal tavolo, batte le mani sulle cosce e dice: Avanti, fammi una domanda.

Comincia così un dialogo che riporto con assoluta fedeltà. Continua a leggere »

18 commenti »

padri, madri: romanzi sulla dislessia
(Ugo Pirro Mio figlio non sa leggere)

9 ottobre 2017

IMG_8931

Scritto da: Francesca Magni

Ugo Pirro, Mio figlio no

n sa leggere (Rizzoli, 1981). Scrittore e sceneggiatore, nominato nel 1972 a due premi Oscar per uno dei miei film preferiti in assoluto, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, Ugo Pirro ha una moglie americana e da lei un figlio bellissimo, Umberto, che inspiegabilmente non impara a leggere. Sono gli anni Settanta, quelli in cui nonostante da un secolo in Europa e in America si conosca la dislessia, in Italia non se ne sa quasi niente. Ugo Pirro si fa terapeuta autodidatta, si lancia da pioniere alla ricerca di metodi per aiutare il figlio, che con ogni evidenza è molto intelligente ma “cieco alle parole”, come disse James Hinshelwood, l’oculista londinese che nel 1895 scoprì la dislessia. In Italia, negli anni Settanta e fino a tempi molto molto recenti, casi come quelli di Umberto finivano nelle mani di psichiatri e psicanalisti, gettati in percorsi interminabili di disamina psicologica, psicoaffettiva, psicofuorviante, «il “dottore”, questa sfinge che il camice bianco rendeva un inquisitore diplomato, anziché un ingegnere delle anime, attribuiva la dislessia di Umberto a un disturbo affettivo. E sarebbe, dunque, bastato secondo lui curare quella carenza perché Umberto acquisisse finalmente l’automazione nella lettura e nella scrittura». Ugo Pirro intuisce la follia di quel malinteso, e lotta, da padre, come può; mentre con la madre di Umberto, così diversa per origini e approccio culturale, si allontana da lui. È storia di una doppia crisi, questo libro. La crisi familiare, inevitabile.

Continua a leggere »

commenta »