lasciare la strada nuova per la vecchia
(Grom storia di un’amicizia, qualche gelato e molti fiori)

15 maggio 2012
Scritto da: Roberta Diliddo

Federico Grom e Guido Martinetti Gromm storia di un’amicizia, qualche gelato e molti fiori (Bompiani, 2012, pp. 294, € 17,50). Non posso non parlare di questo libro. L’ho preso con tutta la diffidenza possibile, “figurati è solo una bella operazione di marketing” mi sono detta. Ma no! Certo il marchio Grom ne esce molto bene ma qual è il problema. Il libro parla di questi due ragazzi, due grandi amici che un giorno, a un passo dai 30 anni, decidono di rivoluzionare la loro vita. Hanno entrambi un futuro ben avviato. Federico è un manager e Guido fa l’enologo, passione ereditata dalla sua famiglia d’origine. Due professioni di tutto rispetto per cui hanno studiato e si sono dedicati con convinzione ed entusiasmo. Fino a che un giorno, Guido legge un articolo firmato da Carlo Petrini, fondatore di Slow Food. In quel pezzo c’è la chiave di svolta. Petrini scrive del valore delle cose autentiche, della semplicità delle tradizioni, del valore del tempo, insomma della qualità della vita rispetto alla quantità.
Parla della nostalgia dei sapori e dell’alterazione a cui ci siamo abituati piano piano per riuscire a produrre con più profitto e a meno. Parla di gelato! E Guido capisce subito il valore di quei pensieri e partendo con pochi soldi e tantissimo nuovo entusiasmo riesce a convincere Federico che quella è la strada. Questo è solo l’inizio partono da una piccola gelateria a Torino per arrivare nel giro di pochi anni ad aprire a Milano, Roma, New York, Tokyo, Parigi, Osaka e Malibu.
Cosa mi ha entusiasmato? La loro forza nel credere in questo progetto, il loro coraggio nell’affrontare le difficoltà, il loro entusiasmo nei confronti di chi lavora con loro. Hanno investito tutto quello che avevano, si sono indebitati, hanno rischiato, ma ci sono riusciti. C’è un approccio all’impresa, all’imprenditorialità (che brutta parola) che mi piace molto. Si sono sempre preoccupati di rendere le persone che lavorano con loro parte del progetto, li hanno gratificati e hanno trattato i loro clienti con rispetto. E sono stati ripagati.
Non sono una cliente Grom, a Crema non c’è (com’è possibile?)… ma se mi capiterà lo mangerò con più gusto.

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