il big bang dell’adolescenza
(Andrés Barba Agosto, ottobre)

13 maggio 2012

Andrés Barba Agosto, ottobre (Mondadori, 2012, traduzione di Matteo Colombo, € 10,00, pp. 129). Andrés Barba è nato a Madrid nel 1975 ed è considerro uno dei migliori scrittori spagnoli under 35. Incontro il suo libro per caso e mi colpisce al verismo con cui racconta in presa diretta l’ambivalenza e mutevolezza repentina dei sentimenti di un 14enne. Dico verismo perché ricorda la precisione pittorica di certi affreschi sociali della nostra letteratura inizio Novecento, solo applicata all’interiorità. A quell’età di passaggio nella quale è successo qualcosa di troppo importante sia per dimenticarlo sia per definirlo. Il big bang personale di ciascuno. Il momento a partire dal quale l’universo che ogni persona è ha preso a espandersi in un moto incessante che amplia e consuma, sino alla fine.
Per Tomás in vacanza al mare coi genitori e la sorella, il big bang è un’esplosione di violenza. «Non sapeva cosa accadesse alle altre persone , ma per lui la violenza era una specie di clima interno al cranio, una qualità dell’aria, qualcosa di secco ed elettrico. A volte aveva la sensazione di ricercarla involontariamente, altre gli sembrava che fosse lei a rincorrerlo». La violenza arriva inevitabile all’incrocio fra onde emotive che Tomás non sa governare e che si rifrangono e infrangono sul gruppo di coetanei del villaggio di mare, meno per bene di lui, più selvatici, probabilmente più soli. Detonatore è il picco emotivo per la morte della zia, che da anni abitava in quella località di mare e il cui aspetto malato biamco e molliccio si agita nelle pagine e nella coscienza di Tomás come il fantasma di inquietudini ancestrali, che lui è troppo giovane per poter fronteggiare.
Tutto accade l’ultima sera della vacanza, nel punto in cui qualcosa finisce e provocare la realtà diventa un’urgenza. Ma la forza di quei fatti coglie Tomás impreparato, la violenza dell’atto compiuto è uno scarto incolmabile con quella fantasticata e il big bang risveglia Tomás, la sua coscienza, la colpa, la tenerezza. L’amore per la sorella minore con cui è cresciuto in una famiglia che pare “sufficientemente buona” diventa carburante per il riscatto. Tomás è un adolescente che si salva. Gli anticorpi alla natura feroce che è in ogni uomo sono proliferati adeguatamente, dentro di lui. Tomás rinasce (con un bellissimo gesto finale). Tomás capisce. Quanti ragazzi invece no.

Scritto da: Francesca Magni

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