omaggio a Bruno Shultz
(Nadia Terranova, Ofra Amit Bruno il bambino che imparò a volare)

23 marzo 2012
Scritto da: Peppe Stamegna

Nadia Terranova, Ofra Amit Bruno. Il bambino che imparò a volare (Orecchio Acerbo, 2012, € 16,00). sta volando nella mia testa. Le parole di Nadia Terranova si sono legate per bene ai disegni di Ofra Amit, facendone una sintesi perfetta di una storia. Quella del bambino Bruno, che con la sua curiosità ci mostra un ambiente ricco di colori, parole e desideri. La malinconia rimane distante, a distanza di sicurezza dalle nostre emozioni. Ci sono dentro queste spesse pagine immagini che tendono a saldare un conto aperto che il personaggio Bruno Schulz aveva col mondo. Era ora. In questa breve storia c’è un monito non urlato: la diversità può diventare opportunità. Senz’altro prima deve trasformarsi in dolore raccontabile, in capacità individuali da esprimere al meglio.

Padri ingombranti a cui dare ruoli e piume a dismisura; così ogni gesto esagerato assume la forma narrabile nelle sue preziose sfumature. Per il bambino, per Bruno. Poi rimane quella timidezza che inciampa nella misantropia, che a sua volta poggia su disagi più o meno evidenti. Abnormi. Bene, tutto questo non produce in automatico riscatto attraverso l’arte, ma, se il demone giusto spinge in quella direzione, allora è un’epifania senza fine. Sempre se nel frattempo non interviene l’idiota nazista del caso a chiudere per sempre il nero portone. Da quel momento la storia si mangia la storia, facendo correre il rischio ai racconti, ai disegni e tutto il bello che conteneva quella storia, di perdersi nel gorgo.

In questo caso, in questo libro, tutto è recuperato e illuminato con la giusta luce e le necessarie parole. Meno male che ho avuto oggi l’opportunità di godermelo.

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(Nadia Terranova, Ofra Amit Bruno il bambino che imparò a volare)”


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