che mamma!

8 novembre 2011
Scritto da: Roberta Diliddo

Ernest van der Kwast, Mama Tandoori (Edizioni Isbn, € 15,90, pp. 280). Mi sono detta: una mamma indiana? Chissà che infanzia serena. Ho sempre pensato (forza dell’ignoranza che ti porta a ragionare per luoghi comuni) che gli indiani fossero persone con una serenità quasi incrollabile. Non so ben dire, sarà lo yoga, la meditazione, il loro distacco dal possesso… Poi conosco Veena: Arrivata in Olanda da Bombay con due valigie e una gran voglia, quasi fame di rivalsa, nel 1969. Si lascia alle spalle il suo paese d’origine e la povertà che gli offriva per cercare quello che per lei era un diritto inalienabile. Possedere. Quello che voleva doveva averlo perché gli spettava. Tutto il resto era in secondo piano. Quasi fosse ipnotizzata da questo richiamo.
A raccontare questa donna è suo figlio Ernest, il suo terzogenito, che dopo aver a sua volta avuto un figlio decide di dedicare a questa madre decisamente originale e impegnativa un romanzo.
Mi piace Veena, non vi so dire perché, in realtà deve essere una donna davvero difficile. Si sposa con un ragazzo molto tranquillo iscritto all’università. Diventerà un medico patologo, ma per lei sarà sempre un fallito. Passa la vita alla ricerca di promozioni al supermercato, qualsiasi promozione va bene! Arriva al punto di comprare scatole e scatole di cibo per gatti perché l’occasione è imperdibile. C’è solo un problema: non hanno gatti in famiglia…
Nei mesi successivi qualsiasi occasione è buona per regalare scatolette, non è un problema suo se chi riceve non sa che farsene.
Eppure, nonostante tutto, è come se tra le righe suo figlio cercasse sempre un modo per giustificare questo ciclone di mamma. È un romanzo leggero e divertente che porta con sé qualche spunto di riflessione.

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