oggi Letto fra noi compie un anno!

3 agosto 2011

Tutto è cominciato con un pensiero: scrivere, dei libri, non una recensione, ma un tatuaggio. Quello che lasciano sulla pelle, la mia. E provare a scoprire se l’hanno lasciato, e in che forma, sulla vostra. Oggi Letto fra noi compie un anno. Abbiamo parlato di 350 libri, quasi uno al giorno; ci siamo ritrovati in questo spazio come gli elementi di un insieme: ricordate l’insiemistica, a scuola? Mi ha sempre affascinato l’idea che ognuno di noi appartenga a molti insiemi nei quali si ritrova in compagnia delle persone più disparate, ma tutte accomunate dalla stessa cosa.  Ora che lo guardo vecchio di un anno, questo blog mi appare come un insieme. L’insieme delle persone che qui, ogni tanto, a parlare di libri, si trovano bene. Per rendervi l’idea di quello che intendo, vi regalo un racconto/poesia di Gianni Rodari (si intitola, appunto, Insiemi) in cui mi sono imbattuta proprio in questi giorni, con sorpresa e godimento.  Rende anche le ragioni di questo blog, a ben guardare. Oltre che quelle della maggior parte (la totalità?) delle cose che scegliamo di fare. Infine, la cosa più importante. Io ho fatto nascere Letto fra noi, ma senza di voi non sarebbe mai cresciuto: e allora grazie a tutti!


Insiemi di Gianni Rodari


Lo consolava la matematica degli insiemi.

Riflettendo sui suoi casi facilmente scopriva

di far parte di numerosi insiemi così catalogabili:

l’insieme degli uomini nati nel 1920,

l’insieme degli uomini nati nel 1920 tutt’ora viventi,

l’insieme di tutti i nati,

l’insieme di tutti i mancini,

l’insieme degli epatopatici,

l’insieme degli addetti al commercio,

l’insieme degli addetti al lavoro,

l’insieme delle persone che portano l’orologio al polso,

l’insieme dei mammiferi,

l’insieme dei bipedi

(di questi due insiemi egli occupava saldamente l’intersezione

senza l’imbarazzo di chi tiene il piede in due scarpe),

l’insieme degli abitanti della via Lattea,

la cui tabulazione sarà possibile

solo a completamento della sua esplorazione,

l’insieme di coloro che hanno schifo dei ragni,

l’insieme degli utenti della strada,

l’insieme degli italiani sopravvissuti alla seconda guerra mondiale,

l’insieme degli italiani che temono la terza,

l’insieme degli europei che abitano a sud di Francoforte sul Meno ma a nord del Busento,

a ovest di Saint-Tropez ma a est di Salonicco,

l’insieme degli uomini bianchi,

l’insieme degli uomini bianchi con occhi celesti,

l’insieme dei lettori di libri gialli, sia bianchi che negri,

l’insieme delle persone che non sanno usare un calcolatore elettronico,

l’insieme dei lettori di giornali che non scrivono al direttore,

l’insieme dei vertebrati,

l’insieme degli alfabetizzati,

l’insieme dei moderatamente alcoolizzati

l’insieme dei viaggiatori che sono stati una sola volta a Brindisi ma non una volta sola a Recanati,

l’insieme delle organizzazioni individuali di materia vivente, di cui fanno parte vescovi, ministri, tranvieri, scolopendre, eucalipti, rododendri, muschi, scrittori, trachinie, delfini, batteri, microbi, principi del sangue,

l’insieme di coloro il cui nome comincia con la lettera M,

tra cui si notano principi del foro, donne di strada, attori svedesi, minatori boliviani, guardie di finanza,

ex membri del partito comunista, pastori, monaci buddisti,

l’insieme dei compratori di cravatte

(che non sta in corrispondenza biunivoca

con l’insieme dei portatori di cravatte,

stanteché molte mogli comprano cravatte ma non le portano

e molti mariti portano cravatte ma non le comprano).

Col tempo si rese conto, non senza un sentimento di orgoglio,

di essere un elemento di un insieme infinito

quale è certamente al di là di ogni meschino dubbio

l’insieme degli uomini reali e degli uomini immaginari.

Scoprì con gioia di far parte di numerosi sottoinsiemi,

di insieme universali,

di insiemi disgiunti,

di insiemi complementari.

Lo entusiasmò la certezza che mai, per soffiar di venti,

sarebbe precipitato in un insieme vuoto,

quale l’insieme degli uomini alti diciotto metri,

l’insieme dei presidenti della R. I. eletti prima del 1940,

l’insieme dei numeri pari divisori di tredici,

l’insieme dei ramarri parlanti,

l’insieme dei rettangoli con cinque angoli,

l’insieme delle chitarre che fumano la pipa

e quello delle pipe che suonano la chitarra.

Paragonando l’insieme dei violinisti

e quello dei generali d’artiglieria

giunse a formulare il seguente sillogismo:

tutti i violinisti hanno i capelli lunghi,

taluni generali d’artiglieria hanno i capelli corti,

dunque taluni generali d’artiglieria non sono violinisti.

La scoperta lo riempì d’entusiasmo:

riunì i violinisti, i generali e se stesso

in un apposito insieme di cui diede la rappresentazione tabulare

provando un vivo senso di solidarietà.

Ogni giorno egli aggiungeva all’inventario dei suoi insiemi

decine di nuovi interessanti raggruppamenti.

Come avrebbe potuto sentirsi mai solo,

o temere per le sue difese personali,

contemplando l’insieme di tutti i suoi insiemi,

vedendolo crescere a vista d’occhio,

docile ai suoi comandi?

Mai vi fu uomo più sicuro, più protetto,

eserciti innumerevoli muovevano in suo soccorso

da ogni parte del cosmo,

dalle profondità del tempo,

dalle sterminate riserve dell’immaginazione,

da ogni piano del condominio.

Eppure di quando in quando, con frequenza irregolare,

guardandosi allo specchio o toccandosi la guancia,

non vedeva che un’immagine un po’ assurda.

Chiusa la porta di casa,

oltre a lui non c’era anima viva nelle stanze.

La notte si destava inquieto

nell’insieme dei suoi mobili, da cui restava escluso,

pensava stancamente un insieme

che costringesse almeno i fiori finti

a schierarsi al suo fianco

e, «che sarà», si domandava, «di me».

x

[da Gianni Rodari, Il cavallo saggio. Poesie epigrafi esercizi (Einaudi, 2011, € 11,00) una raccolta di scritti pubblicati su varie testate fra il 1961 e il 1984 e qui riuniti con la prefazione di Edoardo Sanguineti]

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