3 maggio 2011

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Scritto da: Elvia

Le verità sfiorate di Ario Gervasutti (Mursia, € 14,00), comprende 10 storie già lette sui fogli di giornale. Vicende crude, ormai archiviate, finite , buttate là, in qualche angolo, come succede spesso ai quotidiani. Inutili. Non se ne parla più, sono sparire dalla memoria comune, forse dimenticate. Vite spezzate, in un giorno qualunque, per motivi spesso futili. Perché? Non è dato di sapere. Ogni esistenza ha un senso, ne comprende altre, siamo tutti vasi comunicanti. Quando una persona viene uccisa, di certo nulla è più uguale, l’intero sistema delle sue relazioni viene sconvolto. La vita di parenti e amici, anche quella dell’assassino, non saranno più le stesse. C’è un’assenza che urla il suo dolore e tutti ne siamo toccati.  Soprattutto quando non c’è verità, quando manca la risposta a quella semplice, scontata domanda: perché?
Questo libro dà voce a chi non ce l’ha più, sarebbe facile dimenticare, voltare pagina, si compirebbe però un’ulteriore ingiustizia.
Tranquilli paesi di montagna, piatte pianure punteggiate di villette, vie che si chiamano ‘La violetta’ , un bambino che gioca sull’altalena mentre a pochi passi la zia viene trucidata. Scene di vita comune, la normalità che viene sporcata, cancellata, da un gesto pazzesco.
A distanza di anni nessuno si interroga più, anche la giustizia si arrende, meglio dimenticare. E invece no. Queste storie hanno una loro forza, raccontano tanto del nostro mondo, della natura umana, più di tanti trattati. La cronaca a volte si fa storia e la rivela. E non è solo la storia di chi non c’è più e rischia di finire nell’oblio, è qualcosa che ci riguarda da vicino, comunque.

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