forse è questo l’amore:
una storia vista rivista e mai vista
(Giulia Carcasi Tutto torna)

24 gennaio 2011
Tempo di lettura: 1 minuto

Certe volte entro in libreria e scorro le novità con gli occhi. È una specie di celo celo manca: verifico di quali titoli non sono al corrente, quali ho ignorato nei bollettini delle novità spediti dagli uffici stampa, quali non mi hanno attratta. C’è sempre qualcosa che, dallo scaffale della libreria, mi chiama in modo particolare e diverso. Soprattutto se è una libreria di quelle che dispongono i libri come piace a me – ma di questo parlerò un’altra volta. Ieri mi è successo con il libro di Giulia Carcasi, Tutto torna (Feltrinelli, 2010, € 11,00). Mi è piaciuto il titolo, per cominciare. Perché è vero, tutto torna, se lo sai guardare. Ho letto le prime righe del risvolto di copertina: “Diego lavora alla revisione di un vocabolario. Nei barattoli delle parole chiude tutto quello che riesce a definire. È una pratica che gli viene naturale anche nella vita”. Mi sono fermata qui, ho chiuso il libro e sono andata alla cassa. Non avevo motivi, eppure ero sicura valesse la pena. L’ho letto la sera, tutto d’un fiato, e non perché io sia particolarmente veloce ma perché sono 122 pagine con parecchi spazi vuoti. Più che un romanzo breve lo definirei un racconto lungo: è la storia di Diego, 38enne docente di lingua italiana e impegnato nella compilazione di un dizionario, nella cui vita entra Antonia, 34enne impiegata in un centro per malati psichiatrici. Antonia ha un talento speciale per comunicare con la mamma di Diego, con cui lui vive: ha l’Alzheimer, anche se non lo si dice; chiama il figlio Roberto, a volte non lo riconosce, si scorda della badante, e il giorno che ritorna in casa l’ex marito (un uomo di potere, soldi e successo che non vive con lei e con il figlio), lei chiede «Ma chi è quel signore», è tuo marito le dicono, «Speriamo che questo sia meglio di quello che c’era prima» risponde lei.

Dalle pagine di Giulia Carcasi puoi raccoglierne a manciate di piccole frasi fulmimanti; lei penetra nelle cose con dolcezza e senza pudore. Penetra nella storia d’amore di Diego e Antonia, che sembra perfetta, è come se lei fosse sempre esistita, «M’intuisci anche da lontanissimo. Come hai fatto?, mi chiedo ogni volta che capisci qualcosa che faccio di tutto per non farti capire». Ma all’improvviso rivela significati ribaltati: in quel centro Antonia è medico o paziente? E lo spettro della menzogna cancella tutto, «il futuro riscrive il passato, come l’ultima pagina di un romanzo trasfigura tutto quello che è stato letto a tal punto che a volte è necessario rileggere». Così l’amore scritto si riscrive, anzi si cancella, ma alla fine la vita, anzi la morte, riscrive un’altra storia ancora. E finalmente tutto torna.

Torna anche la domanda: cosa mi ha fatto sentire che questo libro valeva la pena leggerlo? Non lo so, ma sento che un po’ della risposta è in qusta frase del romanzo: «forse è questo l’amore: una storia vista rivista e mai vista». Un libro è lo stesso.

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