日本 donne moderne

29 dicembre 2010

Nel Giappone delle donne di Antonietta Pastore (Einaudi) descrive la società nipponica come familista, maschilista, ma anche cripto-matriarcale, se così possiamo dire. Per esempio sono le donne che, in famiglia, amministrano il budget e decidono le spese importanti, come l’acquisto di una casa. In giro per Tokyo e per Kyoto vedi donne e ragazze quasi sempre ben vestite, se sono giovani a volte hanno un look da teenager “manga”, abiti leggeri, gambe nude anche in inverno, gonnelline svolazzanti; spesso sono sexy, direi, non volgari però:  c’è un tocco bon ton nella femminilità gipponese, forse è la leggerezza dei loro movimenti nonostante le gambe a parentesi  e l’andatura con i piedi all’indentro, tratto somatico distintivo e anche vezzo studiatamente accentuato. Hanno figure sottili e spesso visi graziosi, pochi gioielli, un modo di vestire che mi viene da definire leggero, sobrio ma con un che di “allegro”. Cosa pensino queste donne, come si sentano, se siano “libere” e quanto ci si sentano non sono in grado di dire. Una cosa però, mi pare chiara: non sono spazi pubblicitari disponibili. Non ho ancora visto un solo manifesto che usasse il corpo di una donna per vendere qualcosa.

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