tante scarpe, tante donne

13 novembre 2010
Tempo di lettura: 2 minuti

Scarpe! a cura di Ilaria Danieli e Rosa Chiesa (Rizzoli, 2010, € 19,90): 544 pagine di modelli dagli anni ’40 a oggi, con commenti, date, stilisti, curiosità. È uno di quei libri che si sfogliano, si risfogliano e poi da capo. Credo che non esista una donna capace di guardarlo con indifferenza. Per spiegare la passione femminile per le scarpe in genere si scomodano le categorie della seduzione, e questo lo trovo davvero riduttivo. Qualche tempo fa un’amica in crisi, che comprava compulsivamente tacchi sopra i 12 centimetri, mi ha confessato: non riesco a stare nella realtà, mi sento distaccata da tutto e da tutti, se potessi volerei via; sembrava volerlo fare materialmente, scollandosi da terra. Questo mi ha fatto pensare una volta di più che nei pur ragionevoli elenchi di motivi per cui le donne amano le scarpe, ne manca sempre uno che sta sotto (e quindi sopra) tutti gli altri: un semplice paio di scarpe ci permette di essere molte donne diverse. Cenerentola è diventata principessa semplicente infilando una décolleté di cristallo, e la favola ha colto una verità profonda e nascosta che gli uomini, per i quali conta possedere e dominare, non riescono a capire: per noi conta essere e diventare. Con le scarpe possiamo farlo ogni giorno. Possiamo essere come ci sentiamo o diventare un po’ le noi stesse a cui tendiamo. Un semplice jeans+maglietta fa di noi infinite donne a seconda di cosa calziamo: ballerine (sobria, chic, tranquilla), sneaker (sportiva, disinvolta, disincantata), tacchi a spillo (sensuale, distaccata), tacchi a rocchetto (decisa, determinata), alla bebè (scherzosa, ragazzina), mocassini (composta, riparata), plateau (sexy, altera), cuissards (provocante, giocosa), camperos (grintosa, ironica), zeppe (pratica, guardinga, tincerata), zoccoli (dimessa, fantasiosa, alternativa), infradito (libera, disinibita)… E probabilmente ognuna di noi potrebbe abbinare scarpe e aggettivi in ordine diverso a seconda dei momenti e delle situazioni. Le scarpe di una donna sono la prima cosa che guardo: per cercare indizi di lei e nuove possibilità per me. A chiunque si stupisca per quante paia abbiamo bisogno, suggerisco di stupirsi (e magari incuriosirsi) per quante donne sappiamo essere.

[Se questo libro ti è sembrato interessante, leggi anche Trame calzanti (Alegre)]

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