dove dormono i bambini

15 novembre 2010
Tempo di lettura: 2 minuti

Qualche giorno fa arriva da me una collega con questo libro: guarda che meraviglia, mi dice. Dove dormono i bambini di James Mollison (Contrasto, € 35,00), lo apro, c’è il ritratto di un bimbo sulla pagina di sinistra, a destra la sua cameretta, una deliziosa stanza di design che vorrei subito copiare per i miei figli. Nella pagina successiva, la camera coloratissima di una bimba giapponese, zeppa di case di bambola, vestitini a fiori, pupazzi e telefoni rosa. Che bello, sono deliziose, dico sbagliando tutto. Due pagine dopo entro nella “stanza” di un ragazzino romeno scappato dal suo Paese: un materasso sudicio in mezzo alla sterpaglia. Poco più avanti, la camera di Shameela, birmana, 5 anni: una baracca con pareti di lamiera e stracci buttati a terra, si trova in Thailandia, la piccola e la sua famiglia sono scappati dal regime militare del loro Paese. Ci sono figli ricchi a New York, e africani che dormono fra i cespugli, bimbi inglesi, italiani, cinesi, sudamericani, c’è l’aspiante reginetta di bellezza della provincia americana, c’è Roathy, cambogiano: la sua stanza, in una discarica alla periferia di Phnom Penh, ha per materasso dei copertoni usati, uno straccio e un letto di mosche. No, non sono camerette. È il più efficace ritratto delle disparità sociali che io abbia mai visto, 24 Paesi, 56 bambini (di ognuno nome, età, gusti, storia, sogni), il mondo riassunto dall’intelligenza di un giovane fotografo. James Mollison, nato in Kenya e cresciuto in Inghilterra, ha 37 anni e ha scattato queste immagini per Fabrica che gli aveva chiesto un lavoro sui diritti dell’infanzia. Da quando sono nati i miei figli non c’è sera in cui, dandogli il bacio della buonanotte, io non pensi ai bambini che non lo ricevono, non c’è sera in cui, riordinando con loro, io non immagini di invitare a giocare chi non lo fa. Mentre premo le labbra sulle guance gommose dei miei bambini, vorrei raggiungerne milioni di altre che immagino ignorate. È un pensiero fortissimo ma generico, che dopo aver sfogliato questo libro ha spunti reali su cui posarsi: stasera il mio bacio della buonanotte sarà per Indira, di Kathmandu, Nepal, 7 anni, dorme per terra con fratello e sorella nell’unica stanza che è la sua casa, e da quando aveva 3 anni ogni giorno lavora nella cava di granito.

Per sfogliare alcune pagine di questo libro cliccate qui.

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