Nenella Impiglia La scarpetta nel piatto

4 ottobre 2010
Scritto da: K. Reville

“Chi di voi ignora il significato di fare la scarpetta?” (pag. 3). Solleticata dal goloso incipit decido di mettermi in viaggio. Un saluto frettoloso all’estate e in una mattina soleggiata di ottobre eccomi a inseguire i solchi dell’aratro lungo i dolci pendii delle colline marchigiane. Terra di castelli questa, fertile e profumata di uva zuccherina e verdeggiante di ulivi. L’ocra dell’argilla sfuma in un tenero nocciola e un deciso color cioccolato, rallegrati dall’arancio festoso delle zucche. A Serra de’ Conti, incantevole borgo, i passi ovattati delle monache di clausura dell’ex convento di S. Maria Maddalena risuonano nelle “Stanze del Tempo Sospeso”, oggi suggestivo museo. Poi ancora giù di corsa, a perdifiato, lungo i prati che conducono all’antica Fornace di laterizi. È qui che la cultura imprenditoriale incontra l’archeologia industriale e crea un sorprendente connubio che sa di passione. Un mix equilibrato tra passato recente e presente: mattoni e travi di legno a vista ma anche design innovativo e uno specchio d’acqua che riflette l’incanto e la sapienza artigianale di questi luoghi. Oggi qui si “sfornano” scarpe gioiello e si stuzzica il palato con una cucina che sa di tradizioni forti, mai dimenticate. E viene spontaneo riunirsi per celebrare la vita assaporando attuali gusti d’antan. La storia, tutta all’insegna della marchigianità, è quella di: Nenella Impiglia La scarpetta nel piatto (Ethos edizioni, € 18,00).

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