speriamo che sia femmina
(Lia Celi Piccole donne rompono)

19 ottobre 2010

Tempo di lettura: 1 minuto

Va detto che i libri sul tema neomamma mammamoderna mammacrobata mammamia abbondano, ma se proprio ne avessimo desiderato un altro doveva essere esilarante come Piccole donne rompono di Lia Celi (Rizzoli, 2010, €16,00). Una menzione speciale va al titolo: ho in casa una baby-teenager di 7 anni e mi è sembrato parlasse di lei. Leggendolo (d’un fiato e ridendo alle lacrime) ho scoperto che sulle molte e replicanti autrici di “mum-lit” (letteratura per/sulle mamme) Lia Celi ha un vantaggio: 3 figlie femmine (e 1 maschio). Se pensate che ne faccia una questione sessista, sbagliate: ho un bambino e una bambina e posso dire che non sarebbe uguale avere tre maschi o tre femmine, immagino anche dal punto di vista del “materiale letterario”. «Una figlia è una gioia, due una sfida, tre un partito di maggioranza relativa» scrive Lia Celi. Mi viene in mente quando alla seconda gravidanza l’ecografista annunciò «È una ragazza», e mio marito, calcolato che col primogenito si finiva 2 a 2, ebbe l’urgenza di dirmi: «Bisogna fare un altro maschio, con voi donne parità numerica equivale a minoranza». Non l’ho ascoltato.

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(Lia Celi Piccole donne rompono)”


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