topo, topo senza scopo
(Toti Scialoja Versi del senso perso)

21 agosto 2010
Tempo di lettura: 45 secondi

Toti Scialoja, Versi del senso perso (Einaudi, 2009, € 14,50). Lo apri alla prima pagina e ti viene da leggere a voce alta: «Topo, topo / senza scopo, dopo te cosa vien dopo?» (pag. 5). Io non ho smesso fino all’ultima. «Vanno lievi tre levrieri / bianchi e neri lungo il Tevere, / uno trema, uno s’abbevera, / uno abbaia ai miei pensieri» (pag. 244). Coi miei figli ho giocato una sera intera a dirle sempre più in fretta. «Se lo squalo va alla scuola / c’è un maestro che si sgola» (pag. 83). È come suonare le nacchere con la lingua, sono poesie da sgranocchiare. Uno svuota-pensieri perfetto dopo le fatiche della giornata. Utile anche al mattino, se avete dei figli pigri… «La marmotta e il vecchio ghiro / passeggiavano a braccetto, / terminato un breve giro / con un rapido sospiro / si rimisero nel letto» (pag. 132).

Pubblicato su Donna Moderna n. 22, 2010

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