dissenso
(Hans Fallada Ognuno muore solo)

18 agosto 2010
Tempo di lettura: 1 minuto

Sul Corriere della Sera di oggi leggo che Ognuno muore solo di Hans Fallada è stato appena pubblicato da Penguin in Inghilterra, ed è un bestseller. L’ho letto dieci anni fa edito da Einaudi, un libro che non ho mai dimenticato, ma che con timore consigliavo agli amici. Ambientato nei primi anni Quaranta, è la storia, tanto più terrificante in quanto vera, di Otto e Anna, una coppia di operai di Berlino che, dopo aver perso il loro unico figlio in guerra, si ribellano al Reich nell’unico modo che riescono a immaginare: di nascosto lasciano cadere nell’atrio dei palazzi e sui pianerottoli cartoline di dissenso con frasi  come “il Fhürer mi ha assassinato mio figlio!”.  Un gesto minuscolo ma pericolosissimo, il loro brivido, ogni volta che si intrufolano in case sconosciute, è quello del lettore. È il brivido dell’assurdo, di giorni e luoghi in cui dissentire costava la morte, come accade a Otto e Anna (nella realtà si chiamavano Otto e Elise Hampel) alla fine del romanzo. Un romanzo che fa soffrire, ma che andrebbe proprio letto. Primo Levi l’ha definito “il miglior libro che sia mai stato scritto sulla resistenza tedesca al nazismo”.

Per approfondimenti su Fallada (1893-1947), un uomo con molte ombre, hansfallada.com

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(Hans Fallada Ognuno muore solo)”


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