absent in the spring
(Mary Westmacott Il deserto del cuore)

9 agosto 2010
Tempo di lettura: 2 minuti

Il deserto del cuore di Mary Westmacott (Mondadori, 2010, € 9,50) si intitola, nell’originale, Absent in the spring, dal primo verso di un sonetto di Shakespeare, parole perfette per condensare la storia del matrimonio fra Joan Scudamore e suo marito. Joan è una borghese beneducata e benpensante che ha diretto la casa, la famiglia, i tre figli e il marito avvocato con impeccabile fervore. Bloccata a una stazione nel deserto iracheno in attesa di un treno che non arriva, Joan si trova sola con se stessa e in quel silenzio disoccupato così insolito per lei sente affiorare verità di cui ha sempre ignorato gli indizi. Come in uno specchio rotto, i tasselli della sua vita le restituiscono un’immagine nuova: rifiutandosi di vedere i veri bisogni del marito e dei figli, li ha costretti a essere come lei voleva. “Sono stato assente nella tua primavera”, dice Shakespeare, ed è una verità dell’amore che può sorprenderci, proprio quando crediamo di amare con le migliori intenzioni. È successo a Joan e chissà a quanti di noi. Mary Westmacott è uno pseudonimo di Agatha Christie, è lei che ha scritto nel 1944 questo romanzo, riduttivamente definito d’amore:  in realtà è un piccolo gioiello di indagine dell’animo umano, il vero senso della vita di Joan emerge tramite indizi, come in un mistero, e lo scavo psicologico segue in filigrana le logiche del giallo. Con un finale non lieto, ma non amaro, come spesso accade nella vita vera.

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